Racket del clan Amato-Pagano: assolti definitivamente i coniugi Di Girolamo

0
Condividi
474 Visite

Cade l’accusa di estorsione mafiosa: quattro anni ai domiciliari e ora la richiesta di risarcimento

Assoluzione piena per De Luca Maria e Di Girolamo Domenico, coniugi di Melito di Napoli, finiti al centro dell’inchiesta sul presunto racket del clan Amato-Pagano legato all’imposizione dei cosiddetti gadget natalizi.

La Corte di Appello di Napoli – quinta sezione penale ha ribaltato l’ennesimo esito processuale, mandando definitivamente assolti entrambi gli imputati, difesi dall’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord, con formula piena.

I due erano stati in precedenza condannati a sei anni di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso, in concorso con l’allora presidente Ascom di Melito e Mugnano. Una sentenza già annullata dalla Corte di Cassazione – prima sezione penale, che aveva censurato la decisione della Corte d’Appello, imponendo un nuovo giudizio.

Quattro anni ai domiciliari

I coniugi Di Girolamo hanno trascorso quattro lunghi anni agli arresti domiciliari, sostenendo la propria innocenza sin dal primo giorno. Alla luce dell’assoluzione definitiva, annunciano ora l’intenzione di chiedere il risarcimento per ingiusta detenzione.

L’inchiesta

L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, fu condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza e dalla Questura di Napoli, portando all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 31 persone tra le province di Napoli e Caserta (22 in carcere e 9 ai domiciliari).

Le accuse, a vario titolo, comprendevano:

  • associazione di stampo mafioso

  • estorsione

  • intestazione fittizia di beni

  • traffico di stupefacenti
    tutti aggravati dal metodo mafioso.

Contestualmente furono sequestrati, tra Campania, Molise ed Emilia-Romagna, immobili, aziende e denaro contante per oltre 25 milioni di euro.

Il clan Amato-Pagano

Secondo gli inquirenti, il clan – nato dalla scissione del gruppo Di Lauro – avrebbe continuato a esercitare un controllo pervasivo del territorio nei comuni di Melito, Mugnano, Arzano e Casavatore, dominando il traffico all’ingrosso di cocaina nell’area nord di Napoli e imponendo un sistema estorsivo capillare.

Il sodalizio sarebbe stato retto da Marco Liguori, affiancato da figure storiche come Fortunato Murolo, Salvatore Roselli e Raffaele Tortora, con una struttura organizzata capace di gestire piazze di spaccio e attività illecite su vasta scala.

Le estorsioni “mascherate”

Tra gli aspetti più inquietanti dell’inchiesta, la presunta imposizione ai commercianti di circa 500 estorsioni l’anno, spesso camuffate attraverso l’acquisto obbligato di gadget natalizi.

Un sistema che prevedeva l’emissione di fatture fittizie per consentire alle vittime di “scaricare” fiscalmente la somma estorta, mentre il denaro rientrava in contanti al clan tramite ditte compiacenti.

Coinvolti anche due agenti della Polizia Municipale di Melito, accusati di favorire il controllo economico del territorio segnalando le attività commerciali ai referenti del clan.

Il ribaltamento giudiziario

In questo contesto investigativo di enorme portata, la posizione dei coniugi Di Girolamo è stata completamente rivalutata fino alla definitiva assoluzione.

Una vicenda giudiziaria complessa che riaccende il dibattito sul peso delle misure cautelari, sulla durata dei processi e sulle conseguenze personali e familiari per chi, dopo anni, viene riconosciuto innocente.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti