MARANO, POLITICA NELLA BOLLA: VECCHI PROTAGONISTI GIÀ IN CORSA PER IL 2027 NONOSTANTE CINQUE SCIOGLIMENTI PER MAFIA

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Marano, Comune sciolto per cinque volte per infiltrazioni mafiose, ma la politica locale torna a muoversi in vista delle prossime elezioni amministrative, previste nella primavera del 2027, salvo ulteriori rinvii. Diversi esponenti della precedente maggioranza e dell’ex opposizione – compreso l’ex sindaco Morra, il cui ricorso contro lo scioglimento è ancora in itinere – stanno tornando sulla scena pubblica con dirette social, iniziative politiche e presenza costante nel dibattito locale, in continuità con quanto visto durante le recenti regionali. Una dinamica che, secondo molti osservatori, avviene come se le due corpose relazioni prefettizie che hanno motivato gli ultimi due scioglimenti non fossero mai state scritte.

Le relazioni parlano infatti di gravi criticità nella macchina comunale, ancora oggi ritenuta da molti cittadini capace di condizionare con forza la vita degli uffici, e di scelte amministrative controverse attribuite alla precedente giunta. Nonostante ciò, diversi protagonisti della passata (e non solo) consiliatura sembrano intenzionati a riproporsi, o quantomeno a tornare riferimento politico nel territorio. Nel frattempo, persistono malumori e discussioni su frequentazioni ritenute inopportune da parte di almeno due ex consiglieri, segnalate negli anni anche da commentatori locali. Sono due personaggi che, quotidianamente, anche in pubblico, continuano a frequentare pregiudicati e soggetti ritenuti contigui ai clan locali. Entrambi erano definiti finti oppositori.

In città si parla di rapporti borderline, di ambienti poco trasparenti e di presenze ancora oggi attive intorno al municipio, tra cui quella di un ex consigliere di ex maggioranza, noto per la sua assidua frequentazione degli uffici e per una vicenda legata a un bene confiscato di cui in pochi conoscono i dettagli.

Nello scenario in ricostruzione si rivedono anche figure politiche appartenenti a schieramenti diversi: il Movimento 5 Stelle, rimasto a lungo in silenzio sulle questioni amministrative, sembra ora intenzionato a rimettersi in gioco nonostante non sia riuscito, in quindici anni di attività, ad esprimere nemmeno un consigliere; il militare, che in passato fece parlare di sé per un clamoroso cambio di casacca da sinistra a destra, ricompare nelle prime manovre pre-elettorali, sostenuto da una ex consigliera di minoranza interessata solo alla “Pace”, mentre l’area della sinistra radicale è impegnata da mesi a sostenere, anche attraverso due blog locali e attraverso un sistematico disegno diffamatorio verso potenziali candidati, una nota figura del proprio circuito.

A complicare ulteriormente il quadro vi è il ritorno sulla scena, in modo più o meno diretto, di persone citate nelle relazioni prefettizie. Tra queste, anche chi viene indicato come simbolo dello scioglimento: personaggio vicino alla vecchia amministrazione, che di recente avrebbe sostenuto un candidato poi eletto alle regionali.

La sensazione diffusa è che Marano non abbia (e forse non avrà mai) ancora avviato un reale percorso di rigenerazione politica. Ogni gruppo sembra vivere nella propria bolla, ripetendo dinamiche già viste e dimenticando che cinque scioglimenti rappresentano un campanello d’allarme non più ignorabile. Mentre il commissariamento continua a operare per ripristinare normalità e trasparenza, con non poche difficoltà, le manovre per il 2027 vanno avanti come se nulla fosse, con gli stessi volti di sempre pronti a riposizionarsi in vista del ritorno alle urne.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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