Molti ritengono il deluchese una lingua piuttosto aggressiva, a tratti addirittura violenta. Certamente il lessico del governatore – quello pubblico, nelle trattative private non abbiamo idea –, così come il tono che lo accompagna, non è di tipo diplomatico e ripudia fieramente il politicamente corretto. Con l’utilizzo di un lessico che non bada affatto all’etichetta sembra andare in scia a quanto scrive Massimo Arcangeli nel suo «Una pernacchia vi seppellirà. Contro il politicamente corretto». Le parole con cui abbiamo titolato questo paragrafo non sono in effetti parole amichevoli. Ma sono tutti termini che in pochissimo tempo si sono sedimentati nell’immaginario collettivo come «sue». I carabinieri con il lanciafiamme alle feste di laurea, gli avversari politici «portaseccia», gli imbecilli senza mascherine e gli imbecilli doppi con la mascherina abbassata. I sessantenni cinghialoni che s’improvvisano runner. E poi Fazio con quella sua immagine da fratacchione. Tutte parole che da lui ci si aspetterebbe senz’altro, considerando gli epiteti che già utilizzava da sindaco di Salerno.
Ciò conferma ogni volta di più quanto ami caricare a molla la propria immagine di «sceriffo pop» che, come detto, fa del sarcasmo sprezzante la propria cifra principale. Sempre, però, finalizzandola all’esposizione del proprio messaggio. L’uscita passata alla storia come «la battuta del fratacchione» (trend topic su Twitter all’istante), colorata di ironia anziché di disprezzo, oltre ad aver imbarazzato il conduttore di «Che tempo che fa», ha avuto un duplice fine. Ha saputo rendere leggibile a tutti una situazione normativamente paradossale – si parlava dei famigerati affetti stabili – e ha fornito un contributo a smussare gli angoli di un carattere che in molti definiscono spigoloso e difficile. Insomma, dopo aver concesso al conduttore l’opportunità di spiegare al pubblico quella norma controversa, “Governator” coglie la palla al balzo per parlare del nuovo esodo dal Nord e di cosa l’istituzione Regione ha messo in campo per fronteggiarla. «Ma c’è l’altro lato. Vedere il sorriso aprirsi sul volto sempre tirato di De Luca restituisce un senso di sollievo. È quasi un evento catartico, nel senso aristotelico di rasserenamento e nel senso psicoanalitico di rilassamento di tensione e ansia. Il governatore lo sa benissimo, ed è questa la ragione per cui mostra con parsimonia il suo lato gioviale e ironico. Il pater familias lavora, non ha tempo di pensare alle amenità: quando si concede, è un regalo, un permesso che elargisce alla prole».


























