Fefè De Giorgi: «Assurdo che in Campania le scuole neghino le palestre alla pallavolo»

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«In Campania ci sono scuole che non permettono l’uso delle palestre per la pallavolo: è una cosa che non ha senso». A parlare è Fefè De Giorgi, ct della Nazionale italiana di volley maschile, intervenuto ai microfoni di Radio Crc, durante la trasmissione “A Pranzo con Chiariello”. Il tecnico, reduce da stagioni vincenti con l’Italvolley, ha toccato vari temi legati al mondo dello sport, dai problemi strutturali in alcune aree del Paese, ai successi della Nazionale, passando per la figura degli allenatori e l’amicizia con Antonio Conte.

De Giorgi ha espresso perplessità sulla nuova formula del Campionato mondiale di volley, che passerà da una cadenza quadriennale a una biennale. «Non mi convince: è una scelta dettata da motivazioni commerciali — ha detto — ma così si perde l’unicità di una competizione che, come le Olimpiadi, ha valore proprio perché non si disputa spesso. Si rischia di sminuirla».

Il ct ha poi ricordato con orgoglio il doppio trionfo mondiale delle nazionali maschile e femminile nel 2022. «Non accadeva dai tempi dell’Unione Sovietica, negli anni ’50. È un risultato che ci riempie d’orgoglio e che testimonia la forza del movimento italiano. Il nostro campionato, per qualità tecnica e organizzativa, è tra i migliori al mondo».

Proprio parlando di movimento, De Giorgi ha lanciato un appello: «Serve investire di più nelle strutture, che sono la base per far crescere le nuove generazioni. In alcune regioni, come la Campania, le scuole tengono chiuse le palestre. È inaccettabile. Lo sport è un elemento fondamentale per la crescita dei ragazzi, ma senza spazi adeguati le società fanno fatica ad andare avanti».

«Non sono uno che si arrabbia in panchina», ha aggiunto De Giorgi parlando del suo stile da tecnico. «In allenamento posso essere esigente, ma durante le partite cerco sempre di aiutare i giocatori a trovare soluzioni. Un allenatore non può essere un tifoso: deve restare lucido, anche nei momenti difficili». E sul maestro Julio Velasco: «Abbiamo caratteri diversi, ma da lui ho imparato molto. La differenza la fa saper usare al meglio il proprio modo di essere».

Non è mancato un riferimento al calcio e al suo legame con Antonio Conte, oggi alla guida del Napoli. «Siamo entrambi salentini e ci lega un rapporto di stima e affetto. Seguo sempre il suo percorso. È un professionista serio, uno che pretende tanto da sé stesso e dai suoi giocatori. Mi piacerebbe venire a Napoli a trovarlo quest’inverno».

Infine, una nota simbolica sulla vittoria mondiale: «La coppa che abbiamo alzato pesava quasi 50 chili. Non so da cosa fosse fatta, ma era davvero pesante, come il percorso che ci ha portati fin lì. Abbiamo costruito tutto con pazienza, credendo nei giovani e puntando sul valore della maglia. Questo gruppo ha dimostrato che con l’unità e la passione si possono raggiungere traguardi incredibili».

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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