Esclusiva. Marano, concluse le indagini: omesse dichiarazioni su debiti e contravvenzioni verso il Comune, dieci ex amministratori rischiano il processo. Ecco chi sono

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La Procura di Napoli Nord ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a dieci tra ex assessori ed ex consiglieri comunali dell’amministrazione di Marano sciolta per infiltrazioni mafiose. Si tratta di uno dei filoni investigativi scaturiti dagli accertamenti della Commissione d’accesso agli atti, che aveva rilevato presunte anomalie nelle autocertificazioni presentate dagli amministratori al momento della candidatura o dell’assunzione dell’incarico.

Il procedimento è coordinato dal pubblico ministero Giovanni Corona, che contesta agli indagati l’omessa indicazione, nelle dichiarazioni sostitutive previste dalla normativa, di verbali di contravvenzione, cartelle esattoriali o iscrizioni a ruolo relative a debiti nei confronti del Comune di Marano.

Tra i destinatari dell’avviso figura l’ex assessore Carlo Albanese, al quale viene contestata l’omessa indicazione, nell’autocertificazione presentata per l’incarico assessorile, di una cartella esattoriale con un residuo pari a 106,30 euro.

Gli altri indagati sono Carmela Bocchetti, alla quale viene contestata l’omessa segnalazione di un verbale; Luigi Baiano, che avrebbe omesso di dichiarare un verbale di cui era destinatario; Barbara Schiattarella, accusata di non aver indicato tre verbali di contravvenzione, all’epoca oggetto di ricorso dinanzi al giudice di pace; Stefania Fanelli, cui viene contestata l’omessa dichiarazione di tre iscrizioni a ruolo per debiti verso il Comune di Marano; Salvatore De Stefano, che avrebbe omesso di indicare undici verbali di contravvenzione; Francesco Santoro, per la mancata segnalazione di due verbali di contravvenzione; Nunzio Rusciano, per due cartelle esattoriali; Domenico Paragliola, per una cartella esattoriale; e Davide Di Luccio, per tre verbali di contravvenzione.

L’avviso di conclusione delle indagini rappresenta un passaggio previsto dal codice di procedura penale e precede l’eventuale esercizio dell’azione penale. Entro 20 giorni dalla notifica, gli indagati potranno presentare memorie difensive, produrre documentazione, chiedere di essere interrogati dal pubblico ministero o di rendere dichiarazioni alla polizia giudiziaria.

Terminata questa fase, la Procura valuterà le difese presentate e deciderà se richiedere il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione delle singole posizioni qualora ne ricorrano i presupposti.

L’inchiesta trae origine dalle verifiche svolte dalla Commissione d’accesso insediata presso il Comune di Marano, il cui lavoro contribuì alla proposta di scioglimento dell’ente per infiltrazioni mafiose. Tra gli elementi trasmessi agli investigatori figuravano anche presunte irregolarità nelle dichiarazioni rese da alcuni amministratori in merito alla propria posizione debitoria nei confronti dell’ente.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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