Marano, consiglieri non in regola con i pagamenti dei tributi e dichiarazioni mendaci? Si faccia chiarezza e si proceda, eventualmente, con la procedura di decadenza immediata

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Continuano a circolare notizie di presunte irregolarità al Comune di Marano. Ovviamente senza l’arrivo di una commissione d’accesso, difficilmente qualcuno si sarebbe mosso su queste intricate vicende, eppure – a quanto pare – si starebbe scoprendo un vaso di pandora. Ci sarebbero almeno 2 o 3 consiglieri comunali che, all’atto dell’insediamento, avrebbero dichiarato di non avere pendenze tributarie con il Comune stesso, ovvero debiti liquidi ed esigibili per imposte, tasse e tributi comunali, salvo poi accertare il contrario. O di non avere corrisposto il dovuto nonostante le notifiche.

Questa circostanza, se fosse confermata, violerebbe l’articolo 63, comma 1, numero 6 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL). La normativa in questione stabilisce chiaramente l’incompatibilità alla carica per chi si trovi in tale condizione debitoria e quindi per questi soggetti deve scattare immediatamente la decadenza. Si attendono, con trepidante attesa, le determinazioni del Segretario Generale Imparato, che dovrà o avrà già eventualmente avviato senza indugio le procedure per il decadimento dei consiglieri morosi e proponendo la loro surroga.

Vogliamo sperare che a qualcuno non venga in mente di mettere in atto “misure” di salvataggio o misure non contemplate dalla norma perchè con le dichiarazioni false o con le reiterate situazione di morosità non si scherza. A Torre Annunziata alcuni consiglieri sono stati indagati per false dichiarazioni, situazione che potrebbe verificarsi pure al Comune di Marano. L’applicazione della legge deve essere rigorosa e trasparente, e la cittadinanza di Marano ha il diritto di conoscere i nomi di coloro che si sono trovati in questa posizione al momento del loro insediamento e tra questi, almeno così si vocifera, ci sarebbe un consigliere “prezzemolino”, da sempre paladino di una legalità di facciata ma sempre, purtroppo, drammaticamente a sostegno di soggetti sbagliati. Uno dei consiglieri in oggetto avrebbe persino omesso di eseguire le volture delle utenze, necessarie in caso di decesso di familiari intestatari delle stesse. Un fatto che, se confermato, sarebbe anch’esso di estrema gravità.

L’auspicio è che la Commissione d’accesso, la Prefettura di Napoli e la Procura di Napoli Nord esercitino una scrupolosa vigilanza sull’intero iter di decadenza che il Segretario Generale Imparato dovrà, eventualmente, perfezionare. Qualsiasi omissione di atti d’ufficio obbligatori per legge, finalizzati a ritardare o ostacolare il naturale corso della decadenza dei consiglieri, non potrà e non dovrà restare impunita, configurando gravi responsabilità in capo a chi dovesse rendersene protagonista.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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