Diabete, tutti i dubbi sulla metformina

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Fin dal Medioevo nel Nord Europa venivano impiegati, nel trattamento della poliuria (aumento del volume urinario), gli estratti di una leguminosa, la Galega officinalis. È una pianta erbacea perenne che si trova nelle regioni fresche e umide dell’Italia submontana. Nell’Herbarium Officinalis di Urbino, un prezioso manoscritto dei primi anni del XVI secolo attualmente conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Galega è annoverata fra le 62 principali piante officinali. Indicata anche come «Herba Superna» o «Capraia», veniva celebrata come «bona at tutte le infermità». Il principio farmacologicamente attivo, la galegina, è stato modificato negli anni ‘60 per potenziarne l’effetto antidiabetico e migliorarne la tollerabilità. Pertanto la metformina è da considerare come il derivato migliorativo di un composto naturale, cioè in definitiva un derivato nutraceutico. Attualmente la metformina è raccomandata nelle linee guida di tutto il mondo come trattamento di prima scelta nella terapia orale del diabete.

A luglio 2021 sono state definite le nuove linee guida per la terapia del diabete di tipo 2, messe a punto da AMD (Associazione medici diabetologi), SID (Società italiana di diabetologia) e ISS (Istituto superiore di sanità) e pubblicate nel «Sistema nazionale linee guida» dell’Istituto superiore di sanità. Vi si legge: «Si raccomanda l’uso di metformina come farmaco di prima scelta per il trattamento a lungo termine in pazienti con diabete di tipo 2 senza pregressi eventi cardiovascolari». E ancora: «Si raccomanda l’uso di metformina, SGLT-2i e GLP-1 RA come farmaci di prima scelta per il trattamento a lungo termine in pazienti con diabete di tipo 2 con pregressi eventi cardiovascolari e senza scompenso cardiaco».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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