Aerei su Marano, Rinaldi diffida Comune, ARPAC, ENAC e GESAC per rumore e inquinamento

0
Condividi
170 Visite

La questione del sorvolo degli aerei sul centro storico di Marano di Napoli torna prepotentemente d’attualità. Un tema che fino a circa un anno e mezzo fa aveva animato il dibattito cittadino, suscitando proteste, segnalazioni e richieste di intervento da parte di numerosi residenti, ma che nel tempo è finito ai margini dell’agenda politica e istituzionale.

Eppure, secondo molti cittadini, il problema non è mai scomparso. Anzi. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è una formale diffida e messa in mora inviata dal dottor Stefano Rinaldi, giornalista, dottore in Giurisprudenza e carabiniere in congedo, alla Commissione Straordinaria del Comune di Marano, all’ARPAC, all’ENAC, alla GESAC, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord e alla Compagnia Carabinieri di Marano.

Nel documento, datato 4 giugno 2026, Rinaldi denuncia quella che definisce una situazione ormai consolidata da circa quattro anni.

“Il territorio del centro storico del Comune di Marano di Napoli è interessato da un massiccio e continuo sorvolo a bassa quota di aeromobili in fase di decollo provenienti dal vicino Aeroporto internazionale di Napoli Capodichino”, scrive.

Secondo l’autore della diffida, la situazione sarebbe riconducibile a una modifica delle rotte di decollo che avrebbe spostato i flussi di traffico aereo sopra il centro abitato maranese, con conseguenze rilevanti sulla qualità della vita dei residenti.

Nella PEC si legge infatti che “il transito dei velivoli avviene a intervalli ravvicinati, coprendo l’intero arco della giornata, dalle 6.14 fino alla mezzanotte, producendo picchi di inquinamento acustico intollerabili e la costante ricaduta al suolo di particolato ultrafine e idrocarburi incombusti legati alla combustione dei carburanti avio”.

Uno degli aspetti maggiormente evidenziati riguarda la presunta assenza di monitoraggi ambientali specifici sul territorio cittadino.

Rinaldi sostiene infatti che nel centro storico di Marano vi sia “la totale assenza di centraline fisse di rilevamento ARPAC o di display pubblici in grado di monitorare specificamente i livelli di inquinamento atmosferico derivanti dal traffico aereo”, una situazione che, a suo giudizio, lascerebbe la popolazione priva di strumenti di controllo e informazione.

Nella diffida viene inoltre richiamato l’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Il documento sottolinea come le istituzioni abbiano il dovere di verificare eventuali fattori di rischio ambientale e di intervenire laddove emergano criticità per la salute pubblica.

Per questo motivo il cittadino chiede formalmente:

  • alla Commissione Straordinaria del Comune di Marano di attivarsi presso gli enti competenti per richiedere un’indagine ambientale urgente e l’installazione di sistemi di monitoraggio nel centro storico;
  • all’ARPAC di avviare una campagna straordinaria di rilevamento della qualità dell’aria e dell’inquinamento acustico;
  • all’ENAC e alla GESAC di verificare e, se necessario, rivedere le rotte di decollo che interessano il territorio cittadino;
  • alla Compagnia Carabinieri di Marano di verificare la regolarità delle procedure amministrative e dei pareri tecnici che hanno accompagnato il passaggio dalla fase sperimentale a quella definitiva delle nuove rotte.

Particolarmente significativo è il passaggio finale della diffida, nel quale viene fissato un termine di trenta giorni per ottenere risposte dagli enti interessati. In mancanza di riscontri o provvedimenti concreti, il firmatario annuncia di riservarsi la possibilità di rivolgersi alle autorità giudiziarie competenti, sia in sede civile che penale.

La vicenda ripropone una questione che per lungo tempo ha occupato il dibattito cittadino. Molti residenti ricordano infatti le proteste e le richieste di chiarimento avanzate negli anni scorsi sui voli in partenza da Capodichino e sul loro impatto sul territorio maranese.

Tuttavia, nonostante il tema sia stato particolarmente sentito dalla popolazione, da Palazzo Comunale non sono mai arrivate iniziative significative o prese di posizione forti finalizzate ad approfondire la problematica. Anche durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Rodolfo Visconti Morra, la questione non ha mai trovato spazio concreto nell’azione istituzionale, né risultano richieste pubbliche di monitoraggi straordinari o interlocuzioni incisive con gli enti competenti.

Ora la diffida del dottor Rinaldi riporta la questione all’attenzione pubblica. Resta da capire se gli enti chiamati in causa riterranno opportuno avviare verifiche e accertamenti o se la vicenda continuerà a rimanere senza risposte, come lamentato da una parte della cittadinanza ormai da diversi anni.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti