Francesco Felaco e Daniele Nettuno (pregiudicato) sono stati arrestati oggi dai carabinieri di Castello di Cisterna: l’accusa è di tentata estorsione (aggravata dal metodo mafioso) ai danni della Moio Funeral Home, gestita da Giuseppe Moio, con sede a Qualiano, impresa da poco costituita, gestita da Giuseppe Moio, figlio di Eduardo Moio, a capo di una ditta con sede a Marano, destinataria in passato di ben due interdittive antimafia. Moio, arrestato e poi scarcerato, finì tempo fa anche al centro di una inchiesta sugli Amato-Pagano di Melito.
Gli arrestati di ieri – secondo le ricostruzioni dei militari e del pm Giuseppe Visone in forza alla Dda di Napoli – avrebbero avvicinato un dipendente di Moio, tra via Baracca e via Che Guevara, a Marano, e avrebbero pronunciato la seguente frase: “Dì al tuo titolare che non si è presentato, e se non si presenta quando verrà a mettere i manifesti ti picchiamo a te e a quelli dei manifesti”. La vicenda non è stata denunciata da Giuseppe Moio, che è stato però escusso in caserma assieme al suo dipendente. Quest’ultimo ha confermato l’accaduto e ha poi riconosciuto in foto gli estorsori. I fatti oggetto dell’ordinanza di custodia cautelare richiesta dalla Dda di Napoli sono datati ottobre 2022.
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