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giovedì 25 Giugno 2026
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Ucraina: dal grano al legname, l’incubo materie prime

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 Russia e Ucraina ci riforniscono in gran parte di legname: «foreste» per quasi sei milioni e mezzo di euro. E poi quello che rientra sotto la partita «alimentare», ovvero prodotti in parte già trasformati, derivati dal grano, e destinati al ricco distretto agroalimentare che c’è qui. Ma contrariamente a quanto si pensa non è gran cosa.

I Paesi dell’Est non sono più i granai d’Europa. Il grano delle nostra industria alimentare, ormai, arriva da Canada e Francia. Eppure perché la crisi ucraina spaventa al punto che Coldiretti parla di un 10% di rincaro sui prezzi? «Perché sta succedendo che chi ha il grano se lo tiene. Il che farà alzare moltissimo i prezzi – spiega il direttore di Coldiretti Piemonte Bruno Rivarossa -. Non siamo più abituati a ragionare in termini di guerre. Ma quando accadono, la reazione dei mercati è una sola: protezionismo. E i cereali, da che mondo è mondo, sono uno dei termometri di quel che succede a livello globale. Già i prezzi sono schizzati alle stelle per colpa della mancanza di senso etico delle multinazionali: ci aspettiamo altri, insostenibili rincari».

Nel frattempo, anche se non legata a stretto giro alla crisi dell’Ucraina, ecco i rincari che stanno arrivando proprio sull’industria alimentare legate alle farine. Un esempio? Le colombe Maina a Pasqua costeranno il 15-20% in più. Per non parlare, se continua così, del prossimo Natale: sarà un disastro. «Abbiamo dovuto ritoccare i listini perché non c’è materia prima che non sia raddoppiata. E la situazione di incertezza legata alla guerra e alla nuova fiammata del gas e dell’energia che ci attende ci preoccupa immensamente» fa sapere l’ad di Maina, Marco Brandani.

E in prospettiva anche le industrie di carta, ma soprattutto legno, temono l’instabilità dei mercati scossi dalla guerra. Non solo per quel che è sotto i riflettori. Ma anche per tutti quegli Stati, dall’Estonia alla Lettonia alla Polonia, che sono i grandi polmoni verdi del legno in Europa. Dai serramenti a chi fa tetti, la dipendenza dall’estero in questo settore è una realtà consolidata.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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