Napoli 2021, siglato patto Pd-M5S. Iovino (M5S):«Proseguiamo un percorso già avviato. I dissensi? Normale dialettica»

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di Emiliano Caliendo

 

Napoli, 17 maggio– Il Pd e il Movimento Cinque Stelle di Napoli, con la benedizione a distanza dell’ex capo politico Luigi Di Maio, si sono riuniti oggi a Napoli per sancire definitivamente l’alleanza per le amministrative. I rappresentanti si sono incontrati in un bar di Posillipo per chiudere definitivamente l’accordo e saranno insieme a Napoli nella corsa per eleggere il nuovo sindaco, con molta probabilità l’ex rettore e ministro Gaetano Manfredi. Tra i presenti per il M5S, c’era l’onorevole Luigi Iovino, tra i parlamentari emergenti nel definire le strategie dei grillini in Campania e fedelissimo di Di Maio.

Allora Onorevole Iovino, avete trovato con i vostri alleati l’accordo sul nome del candidato Sindaco? Sarà Gaetano Manfredi?

«Intanto abbiamo proseguito un percorso iniziato un po’ di tempo fa, all’interno di una coalizione di forze politiche che sostenevano il Conte bis. Sul candidato non si è ancora deciso nulla.»

Italia Viva ha proposto le primarie. De Luca non si è mostrato contrariato all’ipotesi. Ci sono novità sul metodo di scelta del candidato dalla riunione di questa sera?

«Al momento bisogna definire un programma concreto, di punti realizzabili. Successivamente si passerà alla scelta di un candidato che sia espressione di un progetto politico. Non si può pensare in questo momento di ridurre al metodo la scelta di un nome, che deve essere la rappresentazione politica di un progetto comune. Definiamo prima il progetto, poi stabiliamo il tipo di iniziativa da mettere in campo per scegliere il candidato sindaco.»

Pare che la scelta se candidarsi o meno, per alcuni dei nomi papabili, sia legata alla possibilità di una norma salva-debiti per Napoli. Quanto è realmente fattibile, specialmente entro questa Legislatura?

«Ritengo che qualunque politico italiano si ponga il tema dei debiti dei comuni. Le amministrazioni locali sono gli enti più vicini ai cittadini. E’ necessario aiutarli, soprattutto quelli più in difficoltà per dare la possibilità ai sindaci di lavorare, e fornire risposte al territorio e ai cittadini. Il cittadino quando ha un problema si rivolge sempre ai rappresentanti locali, poi quelli nazionali. Detto ciò, è ovvio che in questa Legislatura, come M5S ci poniamo l’obiettivo di dare una mano ai tanti Enti Locali che in questi anni sono stati dimenticati dalla politica italiana. Napoli ricade in questo discorso. Non si tratterebbe di una norma per Napoli ma per tutte le città con i conti in difficoltà.»

Localmente però non tutti nel vostro partito sono d’accordo con il percorso intrapreso: su tutti il capogruppo del M5S al consiglio comunale di Napoli, Matteo Brambilla. In Regione è in dissenso con la linea nazionale la consigliera regionale Maria Muscarà. Si tratta di fratture ricomponibili?

«Non le definirei tali. Si tratta di normale dialettica politica. In tutte le forze politiche c’è discussione. Non sono mai riuscito a spiegarmi come mai quando le altre forze politiche hanno un dibattito, allora è sana dialettica. Quando nel M5S uno ha un’idea diversa da un altro, si parla di spaccature e divisioni. In questo momento la priorità è capire cosa serve a Napoli. Le posizioni personali di tutti devono fare un passo indietro, a partire dalla mia e da quella di tutti coloro che rivestono un ruolo. Abbiamo la possibilità di risollevare Napoli, dandogli un’amministrazione che valorizzi la città, e che i napoletani meritano. Nessuno può imporre delle decisioni, quindi mi concentrerei su cosa bisogna fare per Napoli.»

In merito al programma, quali temi ritiene siano prioritari?

«Non posso parlare a nome dell’intera coalizione, ma in termini di posizione personale. Conosco le difficoltà che vivono tantissimi studenti napoletani, negli studentati ad esempio. L’amministrazione comunale, pur non avendo specifica competenza in materia, potrebbe incidere su questo. Poi c’è il tema della vivibilità per i giovani. Per Università si intende anche il contesto cittadino in cui vivono gli studenti, non solo ciò che accade nelle aule. Il sindaco dovrà lavorare anche, e soprattutto su questi temi, così come il lavoro e le periferie. »

 

 

 

 

 

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