Marano, cercasi “fesso o folle” per ricoprire il ruolo di assessore al Bilancio di una giunta prossima allo scioglimento per mafia. Giaccio, intanto, le canta ai tre tenori….

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Cercasi “fesso” o “folle”, fate voi, che sia disponibile ad accettare l’incarico di assessore al bilancio di una giunta, quella di Marano, ormai prossima allo scioglimento per mafia. Il sindaco, che oggi ratificato alcuni cambiamenti in giunta, spostando un po’ di deleghe ma tenendo in campo il fido D’Alterio e potenziando Perrotta junior, l’assessore tuttofare del consigliere Pd Pasqualino Coppola, non è riuscito ancora a chiudere la quadra sul bilancio, casella rimasta vacante mesi dopo l’addio di Davide Di Luccio.

Qualcuno si sarebbe rifiutato di farlo per un solo mese e avrebbe chiesto garanzie anche per il futuro, in caso di non scioglimento. Scioglimento che, invece, è da ritenersi cosa fatta, con buona pace dei tre consiglieri soft di minoranza, i tre tenori, ovvero Abbatiello, Passariello e Monti, che anziché attaccare Visconti fanno le pulci ai loro colleghi di minoranza.

Sul punto si è espressa la consigliera Teresa Giaccio: “Mentono sapendo di mentire, se avessero firmato la mozione di sfiducia – spiega l’esponente di Fdi – avremmo capito in aula chi era veramente intenzionato a mandare a casa Visconti, soprattutto all’interno del Pd. La loro mossa si commenta da sola”.

Per il resto, poco da aggiungere: oggi l’ennesima seduta consiliare flop, i soliti balletti interni al Pd, le solite “pippe”. L’amministrazione cadrà nell’arco di 35-40 giorni e sarà il Ministero dell’Interno a decretarne la fine. La relazione stilata dagli ispettori della prefettura è corposissima ed è già al vaglio di chi di dovere. Allo stato, volendo essere cauti, il Comune sarà sciolto con la probabilità del 99 per cento. Se ne facciano una ragione tutti, compresi gli esponenti sovracomunali che ancora danno credito a Visconti e che tentano inutili e dannosi dialoghi (Di Fenza la canzone viene anche a te) con la sua giunta.

Ora la battaglia comune, per tutti, deve essere una sola: evitare che l’ente cittadino affidi la gestione del servizio idrico ai privati. Ma non perché i privati siano il male a prescindere e non perché debba finire nelle mani di Abc, ma solo perché è giusto che se ne occupino i futuri commissari.

 

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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