Esclusiva. Marano, parla l’amministratore delegato di Acquedotti scpa, il consorzio a cui il Comune vuole affidare la gestione del servizio idrico. Di Gennaro: “Abbasseremo le tariffe”

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Pasquale Di Gennaro, 61 anni (nella foto), architetto, è da oltre 20 anni l’amministratore delegato di Acquedotti Scpa, il consorzio misto pubblico privato a cui l’amministrazione comunale vuole affidare la gestione del servizio idrico. Lo abbiamo intervistato oggi in esclusiva, dopo le giornate segnate dalle polemiche, per avere un quadro più esaustivo della situazione e ascoltare il punto di vista di chi, se il progetto andrà in porto, ovvero se arriverà il via libera del Consiglio comunale, avrà l’incombenza di gestire un servizio che a Marano ha regalato sempre dolori e pochissime gioie.
Dottor Di Gennaro, facciamo un po’ di chiarezza. Come è gestito il Consorzio?
“Io sono l’amministratore delegato di Acquedotti Scpa e, come da statuto, sono stato indicato dalla società Ottogas srl che detiene il 49 per cento delle quote. Il resto è ad appannaggio dei comuni che finora hanno aderito. Il consorzio è composto da nove componenti: 5 nominati dalla parte pubblica e 4 dalla Ottogas srl. Hanno finora aderito al consorzio i comuni di Orta d’Atella, che è l’ente fondatore, Acerra, Qualiano, Melito, Grumo Nevano, Casandrino, Sant’Arpino, Alvignano e Castel Morrone. Fatturiamo 15 milioni di euro l’anno e abbiamo un patrimonio che sfiora i 4 milioni di euro. Abbiamo parametri e indici che rappresentano una garanzia per tutti. Sono dati pubblici, tra l’altro, che tutti possono reperire”.
Come siete entrati in contatto con il Comune di Marano?
“In realtà i primi approcci li abbiamo avuti nel corso di una riunione che si tenne tempo fa, forse un anno, un anno e mezzo fa, al Comune di Mugnano, che pure sembrava intenzionato ad affidarci il servizio. Con Mugnano, in realtà, avevamo avuto dei contatti già diversi anni fa, credo al tempo della gestione amministrativa targata Porcelli. Ma poi non se ne è fatto più nulla. Nella riunione a cui prendemmo parte a Mugnano era presente un funzionario del comune di Marano, forse D’Auria e, se la memoria non mi inganna, c’era anche l’assessore Nobler (ex assessore al Bilancio, ndr)”.
I rapporti come si sono sviluppati nelle fasi successive?
“Abbiamo avuto uno scambio epistolare con i vertici dell’amministrazione comunale di Marano. Ci siamo scambiati informazioni, documenti. Poi ci sono stati anche degli incontri. Marano aveva e ha la necessità di risolvere il problema della gestione idrica. Ha il problema degli scarsi incassi e doveva fare fronte ai rilievi mossi dal Ministero dell’Interno. Ricordo che in quel period doveva approvare il bilancio stabilmente riequilibrato. Per superare la condizione di dissesto finanziario, il Comune deve necessariamente risolvere la grana del servizio idrico”.
Quali sono le vostre proposte?
“La situazione, dottore, va inquadrata in un contesto regionale. Tutti sanno che l’Ente idrico campano sta accompagnando i comuni verso una gestione d’ambito delle risorse. Il nostro consorzio si propone di accompagnare i comuni verso questa soluzione. Possiamo dire, in pratica, che li accompagniamo nel percorso che li porterà, come prevede la legge, ad entrare, nell’arco di mesi o pochi anni, nella gestione degli Ato. Il nostro compito è quello di rispettare gli equilibri economico-finanziari interni, avendo nel contempo l’obbligo di applicare le nostre tariffe, che sono più basse rispetto a quelle attualmente praticate per i cittadini di Marano. Le nostre tariffe sono decisamente più basse, lo ribadisco, si avvicinano a quelle praticate da Gori e Abc”.
A Marano, prima che circolasse il vostro nome, si era parlato proprio di un affidamento ad Abc?
“Abc è un’azienda speciale e, come previsto dalle normative vigenti, può lavorare solo nel comune di Napoli”.
Come pensate di operare in un contesto territoriale segnato da un’evasione spaventosa, con migliaia di famiglie che attingono l’acqua, in modo illecito, dalla condotta comunale?
“Come abbiamo fatto in tanti altri comuni, ugualmente segnati da problematiche sociali e con un contesto territoriale difficile. Guardi, io ho rispetto per coloro che hanno, per cultura politica o convinzioni personali, delle remore nei confronti dell’esternalizzazione di un servizio come quello dell’acqua. Ma posso affermare, con assoluta certezza, avendo alle spalle 20 anni di lavoro sul campo, che ovunque operiamo la gestione è migliorata sia in termini di efficienza sia in termini di risparmio per i cittadini. Al Comune, a fine anno, andrà il 3 per cento dell’acqua venduta. L’ente, firmando la convenzione con il Consorzio, è impegnato a farne parte per 30 anni, ma è un lasso temporale che lascia il tempo che trova,  che non va tenuto in considerazione poiché una delle clausole contenute nella convenzione specifica che l’ente, qualora il proprio Ambito di riferimento diventasse operativo, potrà uscire in qualsiasi momento dal Consorzio. Senza dover pagare alcuna penale e senza doversi sobbarcare alcun tipo condizione”.
Nella pratica, cosa farete a Marano?
“Conosciamo già molto di Marano e quali sono le principali criticità. E’ del tutto ovvio che si partirà con un censimento: andremo casa per casa per verificare lo stato dell’arte. Ci collegheremo all’anagrafe comunale ed è impossibile che possa sfuggirci qualcosa, sia che il nucleo familiare sia provvisto di contatore idrico sia che non ne abbia in dotazione. Effettueremo una verifica ai contatori e avremo un rapporto costante con i cittadini. Noi, ad esempio, fatturiamo ogni due mesi e con le tariffe da noi applicate, posso garantirle che a nessuno converrà non pagare o fare il furbo. Avremo un ufficio in città e ci regoleremo sulla scorta di ciò che prescrivono leggi: chi potrà usufruire del bonus idrico, ad esempio, ne usufruirà. Bisogna entrare nell’ottica che oggi i Comuni non hanno materialmente la possibilità di gestire mille situazioni, mille problematiche. Noi siamo esperti del settore, conosciamo la materia e siamo certi di poter far bene anche a Marano”.
Avrete un ufficio in città e non sarà ubicato in una stanza del Comune. Mi sbaglio? E avrete, naturalmente, anche necessità di reperire personale?
“Sì, cercheremo un luogo dove poter installare un ufficio perché siamo convinti che il rapporto con il contribuente non possa venir meno. Ci sono anziani, persone abituate a rapportarsi con il personale comunale e che hanno, pertanto, necessità di avere un punto di riferimento costante. Quanto al personale da assumere, non so quante unità serviranno, ma sicuramente ce ne sarà bisogno”.
Come lo reperirete?
“Con gli strumenti previsti dalla legge. Non abbiamo obblighi in tal senso, ma siamo aperti anche ad altre situazioni. Ricordo che anni fa ad Acerra il sindaco di quel periodo ci chiese di verificare la possibilità di poter assumere lavoratori socialmente utili. Noi lo facemmo perché, dopo un’attenta verifica dei vari profili, scoprimmo che c’erano persone che potevano fare al caso nostro”.
Il Comune di Marano dovrà nominare anche un componente nel consiglio d’amministrazione.
“Certo. Può essere un professionista, un esperto del settore, ma anche una figura politica. Chi fa politica, tuttavia, non potrà cumulare due indennità. Ad esempio: se sei un assessore devi scegliere avrai diritto ad una indennità. Il componente del Consorzio credo percepisca circa 800 euro al mese”.
Oltre a fatturare, sarà vostro compito anche garantire la manutenzione della rete idrica.
“Sì, il Comune sarà sgravato di ogni incombenza. Saremo noi ad intervenire nel caso di eventuali perdite o se si rendesse necessario apportare migliorie alla rete idrica. Nel caso in cui il Comune si aggregasse agli Ato, saranno questi ultimi a rimborsarci per gli eventuali costi di manutenzione straordinaria. Tutto l’ordinario è carico nostro”.
Di recente, abbiamo letto di qualche polemica in alcuni comuni. Siete certi che le tariffe non saranno aumentate?
“Le ripeto: ci muoviamo nell’ambito di paletti fissati dalle normative vigenti. Non possiamo applicare tariffe più alte di quelle consentite. C’è una Carta del servizio idrico da rispettare in toto. In qualche comune, in passato, abbiamo avuto qualche rimostranza per effetto della cattiva informazione resa da qualche politico. In un comune, come quello di Qualiano, l’ente acquistava l’acqua ad un prezzo e lo vendeva ai cittadini ad un prezzo più basso. Noi non aumentiamo le tariffe, ma non possiamo di certo rimetterci”.
Come pensate di poter ridurre le tariffe?
“Il problema principale è il costo dell’acqua. Ci sono gestori, come Abc, che lo vendono ad un prezzo molto alto, più alto di quello praticato dal gestore regionale. In qualche comune, anche grazie a qualche miglioria e intervento sulla rete, siamo riusciti a collegarci al gestore più conveniente sotto il profilo dei costi. Poi interverremo sulla condotta, laddove ci sono perdite e anomalie di vario genere”.
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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