
In questi giorni, le prime pagine dei i giornaloni riportano gli appelli di Saviano e i social ne diffondono il contenuto. L’ intellettuale «onesto» e «impegnato» invita scrittori, attori, medici, professori, nani e ballerine (mai però anche operai e disoccupati) a «rompere il silenzio» contro le «menzogne» del governo e di Salvini, il nuovo «ministro della malavita».
Per la verità, non si capisce di quale «silenzio» si parli, visto che non passa giorno senza che non circolino nelle mailing-list delle Università italiane raccolte di firme per chiedere le dimissioni di Salvini, o senza che la Cei, qualche cardinale o prete in cerca di notorietà non pontifichi contro il ministro, persino quando questi si schiera a favore del crocefisso negli uffici pubblici. Basta vedere l’ ultima copertina di Famiglia Cristiana: «Vade Retro Salvini», con Salvini nella figura del demonio e come se tutto ciò non fosse che una banale applicazione del Vangelo.





















