Tredici domande al prefetto Di Menna, che ieri ha difeso l’operato del dirigente Di Pace. Chiediamo che venga fatta luce su alcuni punti oscuri della gestione amministrativa

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Nella serata di ieri, mentre mezza città era ancora alle prese con i disagi sul fronte idrico, il prefetto Francescopaolo Di Menna, commissario straordinario del Comune di Marano, ha sentito l’esigenza di pubblicare un post su una delle pagine social più seguite della città. Nessun riferimento all’emergenza che per giorni ha attanagliato buona parte della città, nessuna parola di conforto e solidarietà per i cittadini danneggiati dall’ennesimo guasto alle pompe di sollevamento idrico. Niente di tutto ciò: tra lo stupore generale di moltissimi utenti Facebook il prefetto si è lanciato in un’appassionata (e per tanti inconcepibile) difesa del dirigente del settore tecnico e dell’area igiene urbana Pasquale Di Pace, da tempo oggetto di critiche da parte della nostra testata giornalistica.

Di Menna ha elencato quelli che, a suo avviso, sarebbero i risultati prodotti dal Di Pace e dai suoi collaboratori, ritenendo per giunta ingiuste le critiche mosse contro il responsabile dei due summenzionati settori dell’ente comunale. La difesa d’ufficio del commissario ha sollevato una sorta di reazione a catena. In tanti – compreso il sottoscritto – sono intervenuti ricordando a Di Menna le numerose problematiche che affliggono il territorio e tutto ciò che, nonostante le reiterate segnalazioni, non è stato degno di attenzione da parte del dirigente o degli uffici da lui diretti.

Al prefetto abbiamo quindi “promesso” che nella giornata odierna avremmo riepilogato, elencato le questioni che ci portano (non solo noi) a ritenere del tutto insufficiente l’operato di Pasquale Di Pace. Auspichiamo, pertanto, che il commissario, lette le nostre motivazioni, voglia dare risposta alle domande della nostra testata e all’intera cittadinanza. Occorre innanzitutto fare una premessa e ricordare ancora una volta che Pasquale Di Pace è stato assunto per svolgere (a Marano) un incarico di alta professionalità, ma con riferimento (lo si evince dal bando emesso a suo tempo dall’Ente) a specifiche mansioni e funzioni. In pratica, Di Pace non è stato assunto per dirigere uno o due settori ma esclusivamente per occuparsi di alcune tematiche: Pip, cimitero e poco altro. Fatta questa doverosa premessa, chiediamo a Di Menna di fugare finalmente ogni dubbio. Dal punto di vista procedurale, Pasquale Di Pace può essere a capo di uno o due comparti amministrativi o dovrebbe – come riportato nel bando – limitarsi a svolgere poche funzioni? Il Comune, insomma, sta seguendo un corretto iter o si tratta di una forzatura burocratica?

Ma entriamo nello specifico delle perplessità sollevate e delle critiche mosse a Di Pace, che a più riprese (è opportuno ricordare anche questo aspetto) ha tentato di impedirci di attingere notizie dagli uffici comunali, mostrando dunque scarsissimo rispetto per gli organi di stampa ma soprattutto per la cittadinanza, che chiede a gran voce di essere ragguagliata sulle vicende dell’ente cittadino e del territorio nel suo complesso.

  1. Poche settimane fa, nel corso di un incontro che si è tenuto nella sala giunta del municipio, l’ingegnere Di Pace, assieme ad alcuni suoi collaboratori, si impegnò a mettere in campo interventi prioritari (con i fondi riesumati dagli uffici, circa 30 mila euro) per le strade di San Rocco e via Del Mare, le strade ad alto scorrimento che necessitano di urgenti interventi. Come mai tutto ciò non è stato fatto?
  2. Ad aprile il dirigente Di Pace, nel corso di una conferenza stampa sul tema dell’avvio del nuovo piano di raccolta rifiuti, ebbe a dire (davanti a un folto pubblico) che le campane del vetro sarebbero state rimosse dal giorno 16 aprile. Come mai ad oggi, 4 maggio 2018, numerose campane sono ancora presenti sul territorio e ancora oggi oggetto di illecito sversamento?
  3. Questione raccolta del vetro. Per quale motivo i carrellatti per la raccolta del vetro non sono stati ancora consegnanti ai condomini della città? I cittadini lo chiedono a gran voce e chiedono lumi anche agli organi di stampa. Di Pace, sul tema, non ha mai proferito parola.
  4. Isola ecologica. Per quale ragione, dopo l’apertura dell’isola ecologica (senza un vero e proprio taglio del nastro), non si è provveduto ad aprire al pubblico anche la contigua area giochi, anch’essa facente parte dell’area confiscata alla camorra e gestita dalla società Tekra?
  5. Il prefetto, nella sua appassionata difesa del Di Pace, fa riferimento alla ripresa dei lavori nell’area cimiteriale oggetto di ampliamento. A quale intervento si riferisce, visto che nella suddetta area non vi è traccia di lavori e di operai? Il Di Pace annunciò, urbi et orbi, la ripresa dei lavori nel novembre scorso. Da allora, oltre alla pulizia del cantiere, nulla in realtà è stato fatto, anche perché il Comune non ha ancora deliberato il via libera alla variante progettuale, attesa da almeno 4 anni. Intanto gli utenti hanno già pagato il dovuto per i loculi in fase (quando si lavorava) di costruzione. Di Menna ne è al corrente o prende per oro colato tutto ciò che gli viene riferito da Di Pace?
  6. Per quale ragione è stato consentito che si utilizzasse un loculo del lotto A del cimitero per una tumulazione (in quello specifico luogo e in quella struttura) assolutamente non consentita dai vigenti regolamenti? Il prefetto sa che quella autorizzazione è in contrasto con le più elementari norme igienico-sanitarie e che potrebbe configurarsi dunque come un reato se solo qualcuno avesse e volesse approfondire la questione?
  7. Il prefetto Di Menna è al corrente che qualche giorno fa, nella principale piazza della città, zona oggetto di vincolo storico, è stato autorizzata (dall’ufficio tecnico) l’installazione di un chiosco commerciale, piazzata a meno di 30 centimetri da un’antichissima cisterna e a due passi dai palazzi più belli ed importanti della città? Quali sono stati i criteri che hanno indotto l’ufficio tecnico diretto da Di Pace a rilasciare tale controversa autorizzazione?
  8. Il prefetto Di Menna è al corrente che lo scrivente ha segnalato al dottor Di Pace alcuni casi di abusivismo edilizio e che da allora, ovvero trascorsi 4-5 mesi, non vi è ancora traccia di provvedimenti da parte dell’ente cittadino? Non risulta allo scrivente che vi siano stati interventi dell”ufficio né tanto meno dei vigili urbani.
  9. Come mai, nonostante le polemiche, gli incontri tra il Di Pace, il sovraordinato Pepe e altri funzionari comunali, e i provvedimenti di diniego del condono e le ordinanze di vario genere, un supermarket e una piccola struttura per la vendita di generi alimentari sono tuttora attivi sul territorio? Eppure le summenzionate vicende amministrative si trascinano da svariati mesi.
  10. Condono edilizio. La nostra testata, a più riprese, ha segnalato al pubblico e ai competenti uffici comunali le anomalie emerse dalle pratiche di condono. Anomalie di vario genere, che hanno spinto l’arma dei carabinieri ad indagare su quanto segnalato. Trascorsi numerosi mesi dall’avvio dell’indagine interna, non è ancora noto il numero delle pratiche vagliate, chi se ne sia occupato, quante risultano viziate o taroccate. Non è noto nemmeno se si è proceduto alla verifica delle polizze fideiussorie a garanzia del rilascio dei titoli edilizi. Sul punto nessun chiarimento da parte del Di Pace né tanto meno della commissione straordinaria o di altri dirigenti.
  11. Pompe idriche. Dolente nota degli ultimi giorni. Il Di Pace e altri funzionari, in più di un’occasione, avevano spiegato che la sostituzione degli impianti, usurate e da tempo non più funzionanti, sarebbe avvenuta a luglio, sfruttando le risorse recuperate dai vecchi mutui inutilizzati. Negli ultimi mesi, ogniqualvolta si sia verificato un guasto, si è proceduto con riparazioni tampone che sono costate diverse migliaia di euro all’ente e ai cittadini. Perché solo due giorni fa si è deciso di sostituirne due? Quei soldi potevano essere spesi prima in modo da contenere quanto meno i disagi per i residenti delle frazioni periferiche?
  12. Abusivismo commerciale e sanzioni. Per quale ragione non si è dato seguito ad un’ordinanza emessa dai commissari straordinari, con la quale si precisava che le attività commerciali non  in regola con l’occupazione di suolo pubblico sarebbero state chiuse per tre o cinque giorni? Identiche disposizioni e ordinanze sono state emesse in tanti comuni italiani. Come mai il dirigente Di Pace ha ritenuto di non dare seguito all’ordinanza comunale? Ricordiamo al prefetto Di Menna che il giorno 24 dicembre furono multate dalla municipale, per i motivi già elencati, una ventina di attività. Nessuna di queste è stata oggetto di chiusura.
  13. Più volte, anche con numerosi articoli, abbiamo riferito della vicenda dello sgombero di una palazzina abusiva di via Del Mare, la cui sentenza definitiva si perde nella notte dei tempi. Il Comune, dopo averlo annunciato, sembra essersene dimenticato. Agli occupanti è stato concesso tempo e modo per sgomberare. Ad oggi, tuttavia, tutto l’iter è ancora fermo.

Siamo certi che il prefetto Di Menna, letto il nostro elenco, voglia approfondire le questioni snocciolate e dare risposte (quelle mai fornite da Di Pace) al giornale da me diretto e a migliaia di residenti che ogni giorno seguono le vicende del Comune attraverso le pagine di Terranostranews. Al prefetto, inoltre, consigliamo (con il rispetto dovuto) di uscire un pochino dalle stanze del municipio e di girare per le strade della città. Se vuole, possiamo accompagnarlo in un tour che potrebbe rivelarsi utile alla commissione straordinaria.ù

P.S. Sarebbe opportuno inoltre fornire chiarimenti anche sull’annosa questione dell’eremo di Pietrapaccata.

Fernando Bocchetti

 

© Copyright 2018 Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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