Altro che rinnovamento, Berlusconi candida una marea di “impresentabili”

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I volti dell’azienda, quelli del pallone come Adriano Galliani, una ex candidata a Miss Italia, e poi Luigi Cesaro, già blindato nonostante l’accusa di voto di scambio alle ultime elezioni regionali. Ma anche Franco Rinaldi, condannato nel processo ‘Corsi d’oro’ e imputato nel processo ‘Matassa’ per corruzione elettorale. Oppure Urania Papatheu, manager catanese condannata in primo grado per sperperi nella gestione dell’ex Ente fiera di Messina. Senza dimenticare Antonio D’Alì, per cui la Cassazione ha ordinato un nuovo processo con l’accusa di concorso esterno a Cosa nostra. Va così componendosi la lista elettorale del centrodestra, con i nomi scelti da Silvio Berlusconi e le trattative che proseguono tra la task force di Arcore, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Nonostante la coalizione conti di aumentare e di parecchio il numero dei parlamentari rispetto a questa legislatura, non mancano già gli scontenti. C’è Giovanni Toti, arrabbiato per i candidati paracadutati nella sua Liguria, dove si è visto bocciare le due proposte – Ilaria Cavo e Marco Scajola, nipote di Claudio – per far spazio a Lorenzo Cesa e allo scudocrociato della Udc.

E poi c’è “a purpetta“, ovvero Luigi Cesaro. In Campania, scrive il Corriere della Sera, una parte di Forza Italia non cela il malumore per il suo strapotere e le candidature dei suoi fedelissimi: Paolo e Ermanno Russo, Carlo Sarro e Antonio Pentangelo. Cesaro è indagato per reati che sarebbero stati compiuti tra il maggio ed il giugno del 2015, in occasione cioè delle ultime elezioni regionali. Tra gli episodi contestati c’è la presunta raccomandazione di un praticante per entrare in uno studio legale che Cesaro avrebbe promesso ad un elettore in cambio di voti per il figlio Armando – anche lui indagato – ma anche il pagamento di abbonamenti ad alcuni elettori alla piscina di Portici di proprietà dei Cesaro.

Tra i fedelissimi di Cesaro con un seggio pronto figura appunto Carlo Sarro. Anche lui fu indagato per turbativa d’astaperché coinvolto nell’inchiesta sulla gara di affidamento del servizio di manutenzione delle reti idriche di alcuni comuni delle province di Napoli e Salerno, che portò all’arresto di 13 tra presunti affiliati o fiancheggiatori del clan dei Casalesi . Nel 2015 Rosy Bindiaveva chiesto le dimissioni di Sarro dalla commissione Antimafia, ma un anno fa il gip del Tribunale di Napoli Egle Pilla ha deciso l’archiviazione dell’accusa

 
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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