Seicentomila euro in poco più di 4 mesi. La lotta ai furbetti dell’acqua, per la prima volta varata da un’amministrazione comunale, nella fattispecie quella commissariale, ha consentito al Comune di incassare (finora) seicentomila euro. Un risultato importante, uno dei pochi di questa gestione commissariale, che dovrebbe far gioire tutti i maranesi onesti. Entro febbraio si arriverà ad incassare almeno un milione di euro.
Non c’era riuscito nessuno prima, perché non c’era mai stata la volontà politica, perché non si era mai avuto il coraggio di arrivare ai distacchi delle forniture e perché gli uffici, che oggi viaggiano a livelli quanto meno di decenza, in precedenza sostenevano di non avere le risorse sufficienti per stanare evasori ed elusori. Argomentazioni smentite anche sull’emissione delle bollette. Ce l’hanno fatta gli uffici, al netto di qualche inevitabile errore verificatosi anche quest’anno (ma quest’anno non si tratta di bollette pazze), a notificarle agli utenti dopo 3 anni e mezzo di impasse.
Qualcuno obietta che le bollette notificate sono tante e tutte da pagare in un arco temporale ristretto. Argomentazione pertinente, ma purtroppo non si poteva fare altrimenti: per evitare il dissesto, il crac finanziario, originato dalle vecchie gestioni, in primis quella Bertini (la partita di debiti più cospicua risale a quella gestione amministrativa) si è optato per questa soluzione. Se qualche famiglia pagherà in ritardo, non trattandosi di evasori storici e truffatori, non si arriverà al distacco della fornitura.
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews




























