Marano, scandalo Pip: anche Luigi Cesaro sarà ascoltato dai magistrati. Avrebbe esercitato pressioni su Paola Cerotto

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Avrebbe esercitato pressioni nei confronti di una ex funzionaria dell’ufficio tecnico di Marano, Paola Cerotto, che si era messa di traverso rispetto alla gestione di alcuni capannoni che interessavano la sua famiglia.

È il nucleo centrale dell’accusa mossa nei confronti di Luigi Cesaro, poche ore fa raggiunto da un invito a comparire firmato dal pm della Dda di Napoli Mariella di Mauro e dal procuratore aggiunto giuseppe Borrelli. Minacce al pubblico ufficiale aggravato dal fine mafioso è l’accusa di cui Cesaro dovrà rispondere la prossima settimana.

Difeso dal penalista Vincenzo Maiello, Cesaro potrà sostenere le proprie ragioni nel corso dell’interrogatorio dinanzi ai pm, nel corso di una vicenda caratterizzata dal lavoro investigativo degli uomini del Ros guidati dal comandante Gianluca Piasentin.

Intanto questa mattina è stato interrogato il sindaco Bertini, coinvolto in una vicenda di corruzione sempre per il Pip di Marano.

Ecco l’articolo di qualche giorno fa.

Erano i primi mesi del 2016, quando nell’area Pip – dopo anni di impasse amministrativa e in seguito all’acquisizione degli atti da parte dei carabinieri del Ros – vengono avviati i primi controlli sui capannoni, quasi tutti non a norma. I primi controlli furono disposti, dall’architetto Cerotto, nei capannoni di due ditte (Sidercar e Martino demolizioni) che avevano formulato specifiche richieste propedeutiche all’ottenimento di certificati di impatto ambientale. Primi controlli, insomma, a cui fecero seguito ulteriori verifiche per tutti i capannoni. Dai controlli emerse che la totalità degli stand non rispettava le distanze minime dei confini e che, in qualche caso, non erano stati frazionati nel modo più corretto. Molti di quei frazionamenti erano corredati inoltri da atti mendaci e da false certificazioni al protocollo del Comune di Marano.

L’architetto Cerotto (nella foto in basso), a capo del settore urbanistica in quel periodo, riferisce ai carabinieri del Ros e successivamente al pm Di Mauro, di esser stata oggetto di un tentativo di “avvicinamento” da parte dell’onorevole Luigi Cesaro, fratello di Aniello e Raffaele.

La Cerotto riferiva di aver incontrato (15 febbraio 2016) Luigi Vergara, politico di Sant’Antimo da lei conosciuto qualche anno prima per ragioni professionali. Vergara è un politico molto legato a Cesaro. Nel corso del colloquio, Vergara palesa alla Cerotto la volontà da parte di Cesaro di incontrarla per discutere della questione del Pip di Marano. Richiesta rigettata dalla Cerotto.

Vergava chiedeva informazioni, inoltre, sulla natura dei controlli nell’area industriale di Marano e se, oltre a quelli sui capannoni, l’attività si fosse concentrata anche sulle opere di urbanizzazione (tutte non collaudate o collaudate con false attestazioni).

La conferma che Vergara fosse stato utilizzato da Cesaro la si rileva da un’intercettazione ambientale tra Morrone Vincenzo (non indagato, ndr) e Aniello Cesaro. Da quella intercettazione si ricavava che i due si erano incontrati poco prima e che era stato lo stesso Cesaro a chiedere a Vergara di interessarsi presso la Cerotto degli aspetti riguardanti il Pip.

Aniello Cesaro, nel corso del colloquio, riferisce a Vergara che “quella (la Cerotto) passa un guaio, quella la paga malamente, va a finire male la cosa”.

Cesaro: “Gigì, mi sta sequestrando tutti i capannoni”. E ancora: “Quella si intossica questa volta, ora si intossica”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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