De Magistris flirta da anni con gli attivisti e i violenti dei centri sociali. Tutti d’accordo: “Ora paghi i danni di tasca propria”

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Il giorno dopo le proteste anti-Salvini che hanno sconvolto la zona di Fuorigrotta a Napoli la politica compatta, o quasi, condanna il sindaco della città. De Magistris però si difende: «Non sto con i violenti, mai» chiarisce mentre Renzi dal Lingotto lo accusa di aver flirtato con chi ha provocato disordini. «Quando un Sindaco si schiera con chi sfascia la città per non far parlare qualcuno quella non è una cosa da Pd», attacca l’ex premier. E incalza: «Un parlamentare che chiede di parlare lo deve fare», «anche se si chiama Salvini».

Chi pratica la violenza è contro le nostre libertà e non può pensare di zittire l’altro» gli fa eco, sempre dal palco del Lingotto, il ministro dell’Interno Marco Minniti, che rimarca quello che ritiene «un confine non valicabile: la violenza». Critiche da sinistra arrivano anche per voce dell’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia: «non avrei mai agito come De Magistris». Pisapia si dice convinto che in questo modo «è stato fatto un regalo a Salvini».

Nel dibattito del day after chi rimane imperturbabile è Matteo Salvini che comunica: «Tornerò non solo a Napoli ma ho tappe a Palermo, Bari, L’Aquila, Frosinone, non mi fermo». Poi liquida i violenti chiamandoli «quattro delinquenti» e invita De Magistris a ripagare i danni «che si è andato a cercare». Anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, chiede all’ex pm di «pagare di tasca propria e non a spese dei napoletani» i disastri combinati da «quattro deficienti». Da Forza Italia si chiede invece l’intervento dell’Anci e della Corte dei Conti sul caso De Magistris e Mara Carfagna vorrebbe che il Comune di Napoli si costituisse parte civile nel processo «contro chi ha asserragliato e distrutto un quartiere della città».

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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