Clan D’Ausilio, Cassazione: condanna definitiva per “Mimì ‘o sfregiato” e condanne annullate per i suoi luogotenenti Tripodi e Marigliano

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La Cassazione si è pronunciata nei riguardi dei luogotenenti del boss Domenico D’Ausilio (gli avvocati sono Krogh e Aricò), Roberto Tripodi e Gennaro Marigliano (difesi dall’avvocato Dario Vannetiello del foro di Napoli) e ha annullato le condanne. Il ras dell’area occidentale della città, invece, deve espiare la pena di ventisei anni. Così la quinta sezione della Corte suprema di Cassazione ha confermato la sentenza dei vari gradi di giudizio. L’organizzazione criminale è ben nota: opera nella zona di Fuorigrotta, quartiere a ovest di Napoli.

Per Tripodi è stata esclusa l’aggravante dell’essere uno dei capi del clan ed è stato assolto sia dal reato di rapina presso una gioielleria della città sia dal reato di detenzione di sostanza stupefacente. Tuttavia, si ritornerà in Corte d’appello per l’individuazione della pena che sarà sicuramente ridotta.

La sentenza di condanna per Gennaro Marigliano era di ventitré anni, ritenuto il killer del gruppo. Anche per lui stessa sorte: il giudizio non è definitivo e dovrà essere svolto un nuovo rito per individuare la pena che merita perché integro all’associazione a delinquere di stampo mafioso.

Questa è la seconda volta in soli tre mesi che Marigliano e Tripodi, all’esito del giudizio della Cassazione, in  accoglimento delle tesi giuridiche devolute con gli articolati ed approfonditi ricorsi, ottengono l’annullamento della condanna all’ergastolo la prima; l’annullamento della condanna ad anni ventitré la seconda ed ultima volta.

 

 

 

© Copyright Mario Conforto, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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