Sexcetera, alcol e sesso: un connubio pericoloso. Prima parte

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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’alcol è il terzo fattore di rischio per malattia e mortalità in Europa. L’eccessivo consumo di alcol produce tantissime conseguenze, compresa la cirrosi epatica, le malattie cardiovascolari, il cancro, la dipendenza, la violenza e i danni da incidenti stradali, causati a se stessi e ad altri.

Tutti i gruppi di età di entrambi i sessi sono interessati dal consumo eccessivo di alcool. L’allarme sociale pone tuttavia in primo piano il bere eccessivo dei giovani, anche perché si è abbassata l’età d’inizio del consumo di alcol.

In Italia tra gli 11 e i 15 anni, un ragazzino su cinque inizia a bere, mentre tra i 16 e i 17 anni questa abitudine riguarda un adolescente su due.

Il numero di ragazzi e ragazze che bevono in modo eccessivo, fino talora a sviluppare una vera e propria dipendenza, è sempre più in aumento. Esso riguarda principalmente i ragazzi, anche se, il maggior incremento di abuso di alcol, negli ultimi anni, si è registrato fra le ragazze e la percentuale di bevitrici adolescenti è più che raddoppiata.

Tra i comportamenti più allarmanti  c’è il cosiddetto “binge drinking”. Il binge drinking consiste nell’assumere alcol in maniera rapida e smodata allo scopo di raggiungere rapidamente lo stato d’ubriachezza. I ragazzi e le ragazze si fanno di “calette”, piccoli bicchieri di super alcolici diversi (o cicchetti) che si buttano giù, appunto si “calano in una o al massimo due sorsate.

Si bevono in rapida successione, per esempio, dieci cicchetti di rum e pera, o più bevande alcoliche diverse, in un lasso di tempo molto ristretto, magari  lontano dai pasti per sentire prima gli effetti dell’alcol, fino a raggiungere lo sballo.

Il  binge drinking è un comportamento maggiormente diffuso tra la popolazione giovanile, seppure non sia di appannaggio esclusivo dei giovani. Le cause per cui i giovani bevono alcolici sono molte ma innanzitutto lo fanno per divertirsi e per adeguarsi al gruppo.

Gli effetti ricercati sono: euforia, riduzione dell’ansia, disinibizione e aumento della socievolezza.

I giovani utilizzano l’alcol per innalzare le proprie prestazioni sociali, secondo i canoni che il contesto sociale richiede: sentirsi grandi, essere brillanti, disinibiti, sentirsi meno timidi, superare le difficoltà di una relazione e rendere più tollerabili le difficoltà nei primi approcci.

Tra i motivi che determinano il desiderio di “sballare” sono compreso anche il bisogno di vincere la noia e trasgredire. Merita l’attenzione del mondo adulto anche l’uso dell’alcool, da parte dei ragazzi, come risposta alle proprie preoccupazioni interiori o a situazioni di disagio esistenziale.

Alcuni di loro bevono per superare la depressione e le difficoltà relazionali con gli adulti di riferimento, come i genitori.

È evidente che in questi casi il bere è solo il sintomo di un malessere più ampio che richiederebbe interventi educativi e di promozione della salute specifici. Vino birra e superalcolici, sono spesso usati dai  giovani anche per  le  loro  presunte  proprietà  “afrodisiache”.

Infatti, spesso, i giovani non bevono ma “usano” l’alcol, sperando di riuscire ad essere più disinibiti sessualmente. Questo avviene principalmente per i ragazzi ma con punte di rilievo anche al femminile. Si “usa” l’alcol per ricercare, in modi rapidi, una soluzione che punti al miglioramento della performance sessuale.

Inoltre, una recente ricerca, ha rivelato che molti ragazzi e ragazze si sono avvicinati all’alcol proprio per vincere condizioni di disagio sessuale preesistenti. Il 20% dei soggetti intervistati ha dichiarato di fare uso di alcol esplicitamente a scopo sessuale.

Prima parte.

Maria Rossetti, sessuologa e ginecologa

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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