CALVIZZANO, LA RESA DEI CONTI. PIROZZI REPLICA A BORRELLI: MI HAI PUGNALATO ALLE SPALLE PER FARE IL CANDIDATO SINDACO

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Caro Luciano, ho letto con attenzione la tua lunga dichiarazione diffusa sui social e rilanciata dal blog che ormai da mesi è diventato la tua cassa di risonanza personale. E visto che invochi chiarezza, è doveroso offrire ai cittadini una risposta altrettanto chiara e completa.
E te lo dico con sincerità: proprio non riesco a comprendere i motivi della crisi politica che hai scelto di innescare, né il tentativo – evidente – di ricostruire una realtà che non esiste.
Hai sostenuto che la tua collocazione all’opposizione sia una scelta “consapevole”. Eppure, fino a poco tempo fa, sei stato accontentato su tutto: dalle linee amministrative alle dinamiche politiche, alle responsabilità istituzionali. E non posso tacere un fatto fondamentale: sei stato eletto Consigliere Metropolitano grazie al sostegno pieno e compatto della maggioranza, quella stessa maggioranza che oggi rinneghi. È stata quella fiducia – la nostra fiducia – a permetterti di sedere in un organismo importante. Fiducia che hai scelto di restituire con un gesto politico che ha sorpreso persino i tuoi sostenitori. E a proposito di fiducia tradita, devo ricordare un altro episodio che i cittadini meritano di conoscere: ti ho persino conferito la delega nell’Assemblea dei Sindaci dell’Azienda Consortile Solaris, un ruolo di rilievo che si affida solo a persone di piena fiducia.
E tu che fai? Pugnali alle spalle chi quella fiducia te l’ha data, e vai in giro per il paese dicendo che “sarai il prossimo sindaco”, mentre io ero – e sono – ancora in carica. In manifestazioni pubbliche hai persino ribadito che quella fascia che porto con onore e responsabilità me l’avresti sottratta. Complimenti, caro Luciano. Complimenti davvero.
E come se non bastasse, non ti sei presentato al Consiglio comunale del 4 novembre senza fornire alcuna motivazione, solo per tentare di esercitare un ricatto politico nei miei confronti. Avrei dovuto piegarmi, interpretare il tuo silenzio come un “messaggio”, e consegnarti la guida politica e amministrativa del Comune.
Io non mi piegherò mai ai ricatti politici. Non oggi, non domani, mai. Sono un uomo libero, non vivo di politica, non cerco poltrone da difendere. Come ho sempre detto, io offro un servizio al paese: lo faccio se posso farlo con coesione, qualità e serietà. Altrimenti ringrazio e torno a casa. Ma mai – mai – permetterò a te o a chi ti suggerisce certe strategie di bussare con il pugno sulla mia scrivania pretendendo decisioni imposte.
E qui voglio dirtelo da amico, prima ancora che da Sindaco: metti da parte quelle persone estranea alla politica che ti stanno sottraendo ogni energia, che ti spingono verso scelte autodistruttive pur di ottenere vantaggi personali sulla tua pelle. Persone che non ti accompagnano, ma ti consumano. E tu, in fondo, lo sai. Perché chi ti vuole bene davvero non ti spinge a bruciare rapporti, credibilità e storia personale per un’illusione politica.
Da mesi porti avanti inciuci di bottega, incontri sotterranei, narrazioni costruite pur di creare fratture e giustificare il tuo abbandono della nave. Non avevi alcun motivo politico reale. O forse uno sì: un progetto che hai provato a cavalcare e che io ho più volte frenato perché non totalmente coerente con l’interesse pubblico. E di questo, ne parleremo nel prossimo Consiglio comunale, così che tutta la città conosca davvero le ragioni della crisi.
Dici che Calvizzano ha bisogno di rinnovamento.
Hai ragione: Calvizzano ha davvero bisogno di rinnovamento, ma certamente non del rinnovamento raccontato da te, Luciano. Non può parlare di rinnovamento chi fa politica ininterrottamente da quarant’anni, chi ha attraversato tutte le stagioni amministrative, chi ha partecipato a ogni fase della vita politica cittadina senza mai un passo indietro.
E non può essere simbolo di rinnovamento chi oggi tenta di spacciare per “nuovo” un progetto costruito su rancori personali, ricatti politici e pressioni sotterranee. Il paese ha bisogno di rinnovamento vero: responsabilità, serietà, continuità amministrativa, sviluppo. Non di chi sarebbe stato disposto a trascinare Calvizzano verso un nuovo commissariamento pur di ottenere un vantaggio personale. Non di chi è pronto a sacrificare sviluppo economico, coesione sociale e crescita territoriale per un’ambizione individuale.
E certamente non del “rinnovamento” diffuso tramite un blog usato come strumento di pressione, propaganda e divisione. E sia chiaro un ultimo punto: non sei tu ad esserti collocato all’opposizione. Sei stato costretto a sederti da quella parte, perché nessuno, nella maggioranza, ha voluto più averti accanto. Hai consumato ogni fiducia, ogni legame, ogni possibilità di dialogo. E questa è la verità. Mi dispiace dirtelo, Luciano. Da amico, prima ancora che da Sindaco. Sei una persona perbene, nessuno lo mette in dubbio. Ma politicamente hai indossato un abito che non ti appartiene, cucito da suggeritori senza scrupoli che ti stanno conducendo fuori strada.
Io continuerò a servire il paese con serietà, trasparenza e determinazione. Tu, se davvero credi di avere un progetto migliore, presentalo alla città: sarà il popolo a giudicare.
Au revoir, Luciano.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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