Omicidio Luongo, il dramma di una famiglia segnata da un passato difficile ed episodi di cronaca

0
Condividi
781 Visite

È scoppiata per un pappagallo la lite che ha portato alla morte di Ciro Luongo, 58 anni, viceispettore di polizia in servizio al commissariato di Giugliano. A ucciderlo, secondo gli investigatori, è stato Roberto Marchese, 20 anni, figlio della compagna di Luongo. Il giovane è stato arrestato poche ore dopo l’omicidio.

Tutto è accaduto nella serata di lunedì, in un appartamento di viale delle Margherite, nel parco Erica–San Mario. Il pappagallo di casa era uscito da una finestra e si era perso. Un vicino lo ha ritrovato e riportato alla madre di Marchese, ma in casa la tensione è salita. Secondo i testimoni, Luongo avrebbe rimproverato il ragazzo, e da lì è scoppiata una lite furiosa. Marchese avrebbe preso un coltello da cucina e colpito il patrigno al petto, uccidendolo con una coltellata al cuore.

I soccorsi sono arrivati in pochi minuti, ma per Luongo non c’era più nulla da fare. Dopo l’aggressione, il ragazzo è fuggito ed è stato rintracciato in serata a casa del padre. È stato portato in questura e interrogato: per lui è scattato il fermo per omicidio volontario. Ora si trova nel carcere di Poggioreale.

Roberto Marchese ha un passato difficile: era già noto alle forze dell’ordine, aveva ricevuto un daspo urbano poi revocato. La sua famiglia ha precedenti pesanti. Il padre è indagato per associazione a delinquere, il fratello è in carcere per tentato omicidio. Anche il nonno, un cantante neomelodico degli anni ’80, fu ucciso in un agguato. Le cronache dell’epoca raccontano di una sua relazione con una donna sposata, sorella di un boss, e per tale ragione fu ucciso dalla mafia. Il suo corpo fu ritrovato senza vita in una 127 e con i genitali in bocca. Da non confondere con un altro Marchese, siciliano, collaboratore di giustizia.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti