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Non finirà mai la maledizione degli attori di Gomorra. Delinquenti nel film di Matteo Garrone, nella serie di Sky e nella realtà, tra detenzioni e problemi giudiziari di peso, l’elenco è lungo. Torna a far parlare di sé uno di loro, Marco Macor, uno dei due ragazzi coi fucili sul lago, le cui foto divennero l’immagine simbolo della pellicola del 2008. E’ stato arrestato dai carabinieri di Genova, è una delle 29 persone accusate dalla procura ligure di aver compiuto oltre 50 truffe del “finto maresciallo” in tutta Italia. Fratello di Alberto Macor, il capo del sodalizio, Marco è finito in carcere con l’accusa di associazione a delinquere e di essere stato uno dei “trasfertisti” della banda, in giro per il paese a raccogliere dati per i bersagli delle truffe e poi colpire.
Agli atti c’è la sua ultima “interpretazione”: Marco Macor, per i sodali “caff”, si sarebbe finto carabiniere a Martellago – in provincia di Venezia – il 20 aprile 2023, truffando una povera anziana ed invalida di circa 90 anni, adescata col trucco della telefonata del finto avvocato che annuncia l’arresto del figlio per aver provocato un incidente, scongiurabile attraverso il pagamento di una “cauzione” per risarcire la vittima. Nel suo caso, furono chiesti 12mila euro. Macor si sarebbe recato nell’abitazione della donna da “carabiniere” per spillarle 800 euro in contanti, due paia di orecchini, un collier, una catenina con croce, un orologio Citizen e tre monete in argento. “Facemmo poca roba” dice il complice in un’intercettazione. Bottino esiguo. Poche ore dopo Marco Macor fu controllato dalla polizia stradale in autostrada e giustificò i 600 euro in contanti come il ricavo da venditore ambulante di calzini. Sulla truffa di Martellago c’è un’inchiesta a parte, indaga la procura di Venezia.
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