Marano. “Aiutateci, non sappiamo più come proteggere la nostra famiglia”. Il grido disperato di madre e figlia

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Gentile Direttore,
questa lettera è un grido d’aiuto. Il grido disperato di una madre, di una figlia, di una donna che non sa più come proteggere la propria famiglia.
Ho trovato il coraggio di denunciare le violenze che ho subito durante il mio matrimonio. Ho raccontato aggressioni, umiliazioni e persino la perdita di un bambino che portavo in grembo, a causa di un calcio.
Pensavo che denunciare significasse uscire dall’incubo. Invece oggi quell’incubo continua.
In questi giorni i giornali hanno raccontato la storia di una suocera con un coltello e di un padre salvato da una bodycam.
Quella donna è mia madre. Ha sessant’anni, soffre di diverse patologie ed è stata trasportata in ambulanza in ospedale, valori cardiaci alterati e indicazione al ricovero, per rischio infarto. Ho avuto e ho il terrore di perderla.
E mentre tremavo per la sua vita, leggevo una ricostruzione dei fatti completamente diversa da quella che mia madre ha denunciato.
E allora io mi domando. E chiedo risposte.
Perché un padre si presenta a un incontro protetto con una bodycam? Non si fida degli assistenti sociali e degli operatori incaricati di vigilare sull’incontro?
Perché, nel giorno in cui doveva incontrare i suoi bambini, compare un coltello?
Mia madre ha denunciato che mio marito avrebbe lanciato un coltello dalla borsa, per poi allontanarsi correndo. Perché?
Perché parcheggiare l’automobile proprio nei pressi della caserma, quando l’incontro protetto si era svolto in tutt’altra zona di Marano?
E perché, uscire dall’incontro con numerose buste? Che cosa contenevano?
Chiedo che vengano esaminate tutte le registrazioni disponibili, comprese quelle delle telecamere presenti lungo le strade della città. Non soltanto le immagini della bodycam, che potrebbero essere state compromesse dall  uso dell AI.
E, soprattutto, mi domando: se siamo noi le persone pericolose, perché un giudice ha disposto che gli incontri tra il padre e i bambini avvengano in forma protetta, alla presenza di professionisti?
Troppe domande. Troppe circostanze che meritano una spiegazione.
Temo che sia stata costruita una vera e propria messinscena per mettere me e mia madre in cattiva luce. Chiedo che questo timore venga verificato attraverso le prove, senza fermarsi a una sola ricostruzione.
Mi rivolgo anche agli avvocati Angelo e Sergio Pisani. Condivido profondamente le battaglie pubbliche contro la violenza. Ma mi domando: come si concilia questo nobile impegno con una narrazione pubblica che sembra dimenticare il dolore di una donna che ha denunciato maltrattamenti?
Ogni persona ha diritto a una difesa. Ma dietro questa storia non ci sono soltanto strategie difensive, telecamere e titoli di giornale. Ci sono due bambini. C’è una nonna finita in ospedale. C’è una madre che ogni notte si domanda se riuscirà a proteggere le persone che ama. La violenza non finisce necessariamente quando una donna denuncia.
Ho documenti, messaggi, registrazioni e referti che sono state consegnati alle autorità competenti.
Questa sarà la mia ultima lettera anonima. Oggi non mostro il mio volto per proteggere i miei bambini. Ma se questa sofferenza continuerà, chiederò a lei, Direttore, di raccogliere pubblicamente la mia testimonianza, con il mio volto, la mia voce e la documentazione in mio possesso. Non cerco vendetta. Non chiedo condanne sui giornali.
Chiedo verità. Chiedo giustizia. Chiedo protezione.
AIUTATECI. ASCOLTATECI.
Oggi sto chiedendo pubblicamente aiuto a tutti voi. Voglio che il mio dolore venga ascoltato, che ciò che sto vivendo venga conosciuto. Mi sento terrorizzata da quanto sta accadendo, ma non permetterò alla paura di togliermi anche la voce.
Non voglio vedervi un giorno riuniti in una fiaccolata in mio nome, quando sarà ormai troppo tardi. Voglio essere ascoltata oggi.
Questo e’ un grido d’aiuto. E vi prego di non lasciarlo cadere nel silenzio.
Io non resterò più prigioniera della paura.
Perché soltanto accendendo la luce possiamo scacciare le tenebre.
Una madre che non vuole più vivere nella paura.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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