TRUMP: L’ITALIA NON CI HA AIUTATO, VALUTIAMO RIDUZIONE TRUPPE”

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Trump, possibile riduzione truppe in Italia e Spagna? Probabilmente

«Probabilmente». Così Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva se prenderebbe in considerazione anche per l’Italia e la Spagna l’ipotesi di una riduzione delle truppe come in Germania. «L’Italia non è stata di alcun aiuto. E la Spagna è stata terribile», ha detto.

Trump, ‘economia iraniana sta crollando, il blocco Usa è incredibile’

L’economia dell’Iran «sta crollando: il blocco è incredibile. L’Iran, ora, non ha più ricavi dal petrolio». Lo ha detto Donald Trump, ribadendo che nessuno sa chi sono i leader iraniani.

Trump, quella con l’Iran non la chiamo guerra ma operazione militare

L’Iran muore dalla voglia di concludere un accordo. Lo ha detto Donald Trump, parlando del conflitto come «un’operazione militare. Non la chiamo guerra». Il presidente ha quindi ribadito che Teheran non può avere il nucleare.

Trump: Merz pensi a Kiev e al suo Paese e non interferisca con chi elimina minaccia nucleare

Nuovo affondo di Donald Trump contro Friedrich Merz, a cui evidentemente non perdona di aver sostenuto che gli iraniani «stanno umliando» gli Stati Uniti. In un post su Truth social, il presidente americano ha esortato il cancelliere tedesco a «dedicare più tempo a porre fine alla guerra con Russia/Ucraina (dove è stato totalmente inefficace!), e a sistemare il suo Paese in rovina, in particolare per quanto riguarda immigrazione ed Energia, e meno tempo a interferire con coloro che stanno eliminando la minaccia nucleare iraniana, rendendo così il Mondo, inclusa la Germania, un luogo più sicuro!”. Il post di Trump arriva dopo le dichiarazioni di ieri sera alla Casa Bianca, dove ha detto che l’amministrazione sta valutando una possibile riduzione delle truppe americane in Germania.

Trump: la tempesta sta arrivando, niente può fermarla

 ‘The storm is coming, la tempesta sta arrivando’. E’ il messaggio ripostato su Truth dal presidente americano Donald Trump, accompagnato dalla frase «Niente puo fermare cio che sta arrivando». In un post successivo Trump cita un sondaggio di Harvard Harris secondo cui «una netta maggioranza appoggia il presidente sulla sospensione del programma nucleare iraniano».

Khamenei: l’unico posto per gli Usa nel Golfo Persico è in fondo al mare

La Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei afferma in una dichiarazione che l’unico posto possibile per gli americani nel Golfo Persico «è sul fondo delle sue acque»: lo riporta la tv di stato. Khamenei in occasione della Giornata nazionale iraniana del Golfo Persico ha affermato che la «nuova gestione» dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran «porterà calma e progresso» e benefici economici a tutte le nazioni e che l’Iran eliminerà «gli abusi del nemico sulle vie navigabili». Ha aggiunto che i paesi della regione condividono un destino comune, ma che «gli stranieri che commettono il male» non hanno futuro in quei luoghi.

Libano, nove morti tra cui due bimbi in raid israeliani nel sud

Almeno nove persone, tra cui due bambini, sono morte a causa di attacchi delle forze israeliane su località del sud del Libano: lo ha riferito il ministero della Sanità di Beirut. La stessa fonte riferisce anche di 23 feriti, tra cui sette bambini e otto donne.

Il Brent scivola a 116 dollari, Usa e Iran trattano ancora

Dopo un’impennata sopra i 126 dollari nella tarda serata di ieri il petrolio inverte la rotta: il Brent cede l’1,4% a 116,4 dollari al barile mentre il Wti è piatto (-0,05%) a 106,9 dollari. I trader continuano a guardare alla situazione in Iran dove per ora sembra accantonato il rischio di un’escalation militare: la Cnn ha reso noto che gli Usa si attendono entro domani una proposta aggiornata da Teheran.

Cnn: Usa si aspettano una proposta aggiornata dall’Iran entro domani

Gli Stati Uniti attendono la proposta di pace rivista dell’Iran, che potrebbe arrivare entro domani: lo affermano alla Cnn fonti vicine alla mediazione. Donald Trump ha dichiarato ieri che i negoziati per porre fine alla guerra con l’Iran si stanno svolgendo «telefonicamente» perché «non si effettuano più voli» di 18 ore verso Islamabad, dopo che il primo round di colloqui in presenza si è concluso senza un accordo e il secondo è stato annullato.

Petrolio balza fino a 126 dollari: timori di una guerra prolungata

Il petrolio balza ai livelli più alti da almeno quattro anni mentre cresce il pessimismo su una rapida fine del conflitto in Medioriente. Il Brent ha toccato nella notte i 126,41 dollari al barile, per poi ripiegare agli attuali 123,81 (+4,9%) mentre il Wti sale del 2,3% a 109,35 dollari. Sui mercati si teme che gli Stati Uniti possano riprendere gli attacchi all’Iran, scatenando la risposta di Teheran e facendo ripiombare il Medioriente nel caos.

Comandanti oggi da Trump su nuove opzioni militari contro l’Iran

Il presidente americano Donald Trump dovrebbe ricevere oggi un briefing sui nuovi piani di potenziale azione militare contro l’Iran dai comandanti, a partire dall’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, a conferma che il tycoon ha in seria considerazione la ripresa di azioni militari per superare lo stallo negoziale e sferrare il colpo finale prima di porre fine alla guerra. Tra le ipotesi, riferisce Axios in base a più fonti, la conquista di parte dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione commerciale, un blitz per mettere in sicurezza l’uranio iraniano altamente arricchito e attacchi «brevi e potenti»

Secondo le fonti, anche il Capo di Stato Maggiore congiunto, il generale Dan Caine, dovrebbe partecipare al briefing. E, guardando al passato, Cooper tenne un briefing simile a Trump il 26 febbraio, due giorni prima che Stati Uniti e Israele lanciassero la guerra contro l’Iran. Una fonte vicina al tycoon ha affermato che quel briefing ha contribuito alla decisione di Trump di scatenare il conflitto.

Il Centcom, il Comando militare Usa che copre il Medio Oriente, ha preparato un piano per una serie di attacchi «brevi e potenti» contro l’Iran, che probabilmente includeranno obiettivi infrastrutturali, nella speranza di sbloccare la situazione di stallo nei negoziati, secondo quanto affermato da tre fonti a conoscenza dei fatti. La speranza, ha rimarcato Axios, sarebbe che l’Iran torni al tavolo dei negoziati mostrando maggiore flessibilità sulla questione nucleare. Un altro piano si concentra sulla conquista di una parte dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione commerciale con un’iniziativa che potrebbe includere forze di terra, ha affermato una fonte. Un’altra opzione, già discussa in passato e che potrebbe emergere nel briefing, è un’operazione delle forze speciali per mettere in sicurezza le scorte iraniane di uranio altamente arricchito. Ieri, Trump ha detto ad Axios di ritenere il blocco navale contro l’Iran «un po’ più efficace dei bombardamenti». Secondo due fonti, inoltre, il tycoon vede allo stato il blocco come la principale leva negoziale con Teheran, ma prenderebbe in considerazione un’azione militare se l’Iran non dovesse cedere. I pianificatori Usa stanno anche valutando la possibilità che l’Iran intraprenda un’azione militare contro le forze statunitensi nella regione come rappresaglia per il blocco. 

Axios, Trump a Netanyahu: “In Libano devi fare attacchi più precisi”

 Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto al primo ministro Benjamin Netanyahu che Israele dovrebbe intraprendere solo azioni militari «chirurgiche» in Libano ed evitare una ripresa completa della guerra: lo ha dichiarato lo stesso Trump ad Axios in un’intervista telefonica. Trump ha parlato con Netanyahu ogni giorno questa settimana e, durante le loro conversazioni, Netanyahu ha detto a Trump che dovrà intensificare la risposta israeliana agli attacchi di Hezbollah, secondo quanto riferito da funzionari israeliani. «Ho detto a Netanyahu che deve agire in modo più mirato. Non abbattere edifici. Non può farlo. È troppo terribile e fa fare brutta figura a Israele», ha dichiarato Trump ad Axios. Trump ha sottolineato di apprezzare il Libano e la sua leadership e di credere che il Paese possa «rinascere». «L’Iran ha rovinato il Libano. Il loro alleato (Hezbollah) ha rovinato il Libano. Quando l’Iran verrà eliminato, Hezbollah verrà automaticamente eliminato», ha affermato Trump. Trump inoltre ha rinnovato la sua campagna di pressione sul presidente israeliano Isaac Herzog affinché conceda la grazia al primo ministro dichiarando che Herzog potrebbe diventare un «eroe nazionale». Sarebbe stato Trump a sollevare la questione della grazia durante la telefonata con Axios. «Mi piace, Herzog», ha detto Trump. «Diventerà un eroe nazionale se concederà la grazia a Bibi. Lo apprezzerei moltissimo». Secondo il tycoon il processo a Netanyahu «fa fare brutta figura a Israele» e ha liquidato le accuse come «chiacchiere da salotto». «Bibi è un primo ministro in tempo di guerra. Non può avere questa storia che gli pende sulla testa», ha detto Trump.

Usa vogliono schierare in Medio Oriente i missili ipersonici

 Gli Stati Uniti intendono schierare in Medio Oriente il loro sistema missilistico ipersonico, potenzialmente utilizzabile contro l’Iran. Questa operazione segnerebbe il primo impiego operativo di tale arma. E’ quanto scrive Bloomberg, ripresa dalle testate mediorientali. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Usc) ha richiesto il trasferimento nella regione del sistema ‘Dark Eagle’, il cui sviluppo è stato a lungo ritardato, con l’obiettivo di dotare le forze statunitensi della capacità di colpire i lanciatori di missili balistici in profondità nel territorio iraniano. Se approvato, si tratterebbe del primo impiego operativo di un sistema d’arma ipersonico da parte degli Stati Uniti, un’arma che ha subito anni di ritardi e non è ancora stata dichiarata pienamente operativa, nonostante Russia e Cina abbiano già schierato le proprie versioni.

Cnn: “La guerra in Iran costa agli Usa 40-50 miliardi”

– La stima di 25 miliardi di dollari fornita ieri da un alto funzionario del Pentagono ai legislatori in merito al costo totale della guerra con l’Iran fino a oggi è una cifra al ribasso che non include il costo della riparazione dei danni ingenti subiti dalle basi statunitensi nella regione. E’ quanto riferito alla Cnn da tre persone a conoscenza dei fatti. Una delle fonti ha affermato che la stima reale del costo si aggira intorno ai 40-50 miliardi di dollari, tenendo conto dei costi di ricostruzione delle installazioni militari statunitensi e della sostituzione delle infrastrutture distrutte. Gli attacchi iraniani nel Golfo, nei primi giorni della guerra, hanno danneggiato gravemente almeno nove siti militari statunitensi in sole 48 ore, colpendo strutture in Bahrein, Kuwait, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Qatar, come riportato dalla Cnn. Diversi sistemi radar e altre apparecchiature critiche statunitensi in Medio Oriente sarebbero stati distrutti dagli attacchi iraniani, tra cui il sistema radar di una batteria missilistica Thaad americana in Giordania e gli edifici che ospitano sistemi radar simili in due località degli Emirati Arabi Uniti. Un aereo E-3 Sentry dell’aeronautica statunitense è stato inoltre distrutto in un attacco iraniano contro una base aerea in Arabia Saudita. Il funzionario del Pentagono che attualmente ricopre la carica di responsabile finanziario dell’agenzia, ha dichiarato ieri alla Commissione per le Forze Armate della Camera che «la maggior parte» dei 25 miliardi di dollari di spesa da lui citati è stata destinata alle munizioni, e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth si è rifiutato di specificare se tale cifra includesse anche la riparazione dei danni alle basi statunitensi.

Il tycoon su Truth condivide mappa, Hormuz diventa ‘Stretto di Trump’

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripostato sul suo profilo Truth una mappa dello Stretto di Hormuz in cui il braccio di mare conteso è ribattezzato ‘Stretto di Trump’. Nell’immagine si vedono inoltre delle petroliere con la bandiera a stelle e strisce che transitano agevolmente nello stretto.

Il testo inviato alle ambasciate

«La vostra partecipazione rafforzerà la nostra capacità collettiva di ripristinare la libertà di navigazione e proteggere l’economia globale», si legge nel cablogramma inviato alle ambasciate statunitensi e il cui testo è riportato anche dal Times of Israel. «L’azione collettiva è essenziale per dimostrare una determinazione unitaria e imporre costi significativi all’ostruzione iraniana del transito attraverso lo Stretto». Secondo quanto riportato, il cablogramma afferma che i diplomatici statunitensi dovrebbero chiedere ai loro interlocutori stranieri se i loro Paesi desiderano essere un «partner diplomatico e/o militare» e che la missione sarà gestita congiuntamente dal Dipartimento di Stato e dal Comando Centrale degli Stati Uniti. «L’Mfc sarebbe complementare ad altre task force per la sicurezza marittima, tra cui l’iniziativa di pianificazione marittima guidata da Regno Unito e Francia», si legge inoltre nel cablogramma.

 A poche settimane da quando il presidente Trump ha dichiarato lo Stretto di Hormuz «completamente aperto e pronto per gli affari», salvo poi assistere al blocco del traffico navale, l’amministrazione sta ora chiedendo ad altri Paesi di aderire a una nuova coalizione internazionale che consentirebbe alle navi di navigare nello stretto. Lo scrive il Wall Street Journal. L’iniziativa, denominata ‘Maritime Freedom Construct’, è stata illustrata in un cablogramma interno del Dipartimento di Stato inviato martedì alle ambasciate statunitensi, in cui si esortavano i diplomatici americani a fare pressione sui governi stranieri affinché aderissero.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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