Conferenza stampa questa mattina a Napoli, nella sede cittadina di Fratelli d’Italia, alla presenza del presidente del coordinamento Grande Città Napoli di FdI Marco Nonno, per lanciare le iniziative del partito guidato da Giorgia Meloni a sostegno del Sì al referendum confermativo sulla riforma della Giustizia del 22 e 23 marzo.
Tra gli appuntamenti principali, quello del 27 febbraio alla Stazione Marittima di Napoli, che vedrà la partecipazione dei massimi esponenti del partito campano e le conclusioni affidate ad Alessandro Sallusti, portavoce del Comitato “Sì Riforma”, e quello del 5 marzo mattina a Castel Capuano, evento in corso di definizione, con la presenza del ministro Carlo Nordio.
«Mi sono messo a disposizione del partito nella qualità di segretario della Commissione Giustizia del Senato – ha sottolineato il senatore Sergio Rastrelli – perché purtroppo, soprattutto nel mese che ci attende da qui al 22 marzo, registreremo un ulteriore scadimento del dibattito politico. Abbiamo già assistito alle intemperanze del procuratore della Repubblica di Napoli, che si è abbandonato a considerazioni gravi ed assolutamente improprie per il suo ruolo. Temiamo però un decadimento ancora peggiore: rischiamo di confrontarci non più con interlocutori qualificati nel merito, ma con improbabili personaggi dello spettacolo, che invece di affrontare il tema nel merito potrebbero limitarsi a posizioni demagogiche».
«Rispetto a tutto questo – ha aggiunto Rastrelli – continueremo a opporre le ragioni fondanti di quella che considero una battaglia di civiltà giuridica. È intollerabile gridare all’attentato alla Costituzione quando questo referendum realizza i principi del giusto processo e completa il percorso avviato con la riforma dell’articolo 111 della Costituzione. È una battaglia in cui crediamo profondamente: un impegno elettorale diventato impegno di governo e una delle riforme che porteremo a termine nel corso della legislatura».
«Mobilitare i cittadini ad andare a votare il 22 e 23 marzo è tra i nostri obiettivi principali – ha affermato il portavoce della campagna referendaria di FdI a Napoli, Ernesto Caccavale – non a favore o contro qualcuno, ma per portare a compimento una riforma che difende i diritti dei cittadini. Se andranno a votare Sì, lo faranno per se stessi. Non è un caso che questa riforma si inserisca nel solco tracciato da figure come Giuliano Vassalli, Marco Pannella e Giovanni Falcone, che sosteneva la separazione delle carriere. Uomini di diverse culture politiche e magistrati oggi schierati per il Sì, alcuni dei quali in modo più riservato, probabilmente per una certa prudenza. Anche su questo andrebbe aperta una riflessione».
«Il partito napoletano – ha sottolineato il vicepresidente del coordinamento Grande Città Napoli FdI, Luigi Rispoli – è mobilitato per informare i cittadini nel merito della riforma. Il referendum non è un voto contro Giorgia Meloni né contro la magistratura, ma un voto per una giustizia più equa: per sottrarre la magistratura al gioco delle correnti, garantire un processo nel quale il giudice sia effettivamente terzo e distinto da chi rappresenta l’accusa e per avere finalmente un CSM rappresentativo della categoria e non delle correnti».
In definizione, intanto, i dettagli dei prossimi appuntamenti della campagna referendaria di Fratelli d’Italia nelle municipalità di Napoli: il 26 febbraio a Barra; il 5 marzo a San Giovanni a Teduccio; il 6 marzo nella Municipalità 10; il 7 marzo nella Municipalità 9; l’11 marzo nella Municipalità 2; il 14 marzo nella Municipalità 5.
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