Si apre una fase cruciale per Roberto Fico, impegnato nella definizione della nuova giunta regionale che dovrebbe essere varata entro Natale. Una scelta ormai data per certa riguarda l’esclusione dei consiglieri regionali della sua maggioranza dall’esecutivo di Palazzo Santa Lucia.
Nello schema che prende forma, le dieci caselle della giunta prevedono quattro assessori donne. La ripartizione ipotizzata è di tre posti al Partito Democratico, due al Movimento Cinque Stelle e uno alle altre forze della coalizione, mentre successivamente si aprirà il confronto sulla distribuzione delle presidenze delle commissioni.
Per la vicepresidenza della Regione, il nome che sta assumendo maggiore consistenza è quello del democratico Mario Casillo. Un altro assessorato dovrebbe andare all’area Schlein di Napoli e un terzo alla componente salernitana.
Sul fronte M5S, la figura centrale è quella di Alfonso Pecoraro Scanio, già ministro dell’Ambiente nei governi di centrosinistra. Il suo profilo è considerato il più solido e rappresentativo all’interno della quota pentastellata, tanto da apparire come il nome di riferimento per il principale assessorato destinato al Movimento. È invece ancora in discussione la seconda delega che dovrebbe completare lo spazio riservato ai Cinque Stelle.
Per l’area deluchiana, all’ex presidente Vincenzo De Luca sarà riconosciuta una sola casella, mentre Fulvio Bonavitacola sembra ormai definitivamente fuori dai giochi. Dovrebbe essere confermato Cinque al Bilancio, con la possibilità che mantenga anche la responsabilità della Sanità.
Sul fronte centrista, Clemente Mastella continua a muoversi con decisione: punta a una convergenza con Casa Riformista per costituire un gruppo consiliare unitario, trattativa che — secondo indiscrezioni — sarebbe seguita direttamente anche da Matteo Renzi.
Possibile l’ingresso in giunta di Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi. Per Avs resta da sciogliere il nodo sulla composizione: se la scelta cadrà su Sinistra Italiana, il nome più probabile è quello del segretario regionale Scala; se si privilegerà invece l’area Verdi, circola con insistenza il nome del professor Vincenzo Peretti, anche se potrebbe rendersi necessaria una candidatura femminile.
Per la presidenza del Consiglio regionale, ruolo spettante al Pd, il favorito è Maurizio Petracca: forte delle sue oltre 25mila preferenze in Irpinia e del primato regionale percentuale, rappresenta inoltre le aree interne, mentre Napoli esprimerà già presidente e vicepresidente. In campo anche Massimiliano Manfredi, che però non può competere con il consenso raccolto da Petracca. Per lui si prospetterebbe l’incarico di capogruppo Pd, una scelta che però non spetta a Fico.
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