L’ANGOLO DELLA SATIRA. MARANO. LA CONTESSA DI MONTELEONE E L’EVOLUZIONE DEI MANIFESTI IN POLITICA

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Nella primavera di due anni fa, in piena campagna elettorale per le comunali di Marano, sul balcone affacciato sulla piana di Quarto campeggiava un enorme manifesto di Fratelli d’Italia. Invitava i passanti a votare Barbara Schiattarella sindaco. La casa era quella di Teresa Giaccio, storica rappresentante del partito della Meloni e già candidata a sindaco nel 2018.

Poche settimane dopo, però, la storia cambia. Sconfitta al primo turno Schiattarella,  Giaccio archivia rapidamente l’esperienza meloniana e si tuffa, al ballottaggio, verso Matteo Morra, candidato del PD e del centrosinistra. E il sostegno non fu solo simbolico. Grazie anche ai voti portati dalla “Contessa di Monteleone” e dal suo entourage, Morra vince il ballottaggio. Ricompensa politica immediata: un assessorato per il suo inseparabile scudiero “Carminiello” Carandente, nominato Assessore alle Periferie. E lei, la contessa, un tempo meloniana doc, consigliera di maggioranza.

Finita? Macché! Come da tradizione, anche questa ultima amministrazione finisce nel peggiore dei modi: nuovo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Oggi, a distanza di due anni, Teresa cambia ancora bandiera politica o quanto meno ne sostiene un’altra. Con l’arrivo delle Regionali in Campania, il balcone si colora di nuovo, ma stavolta d’azzurro. Sul suo terrazzo sventola il vessillo di Forza Italia, e il cuore torna a battere per il centrodestra. Sosterrà la nipote Rosalba Carandente e Luigi Renzi, ufficiale dell’Aeronautica Militare. Un ritorno alle origini (la Giaccio fu consigliera comunale anche di Forza Italia e, prima ancora, dei Verdi) o, forse, un nuovo capitolo di una storia politica che riserva continue sorprese.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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