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Mara Carfagna torna protagonista nella scena politica campana e nazionale, posizionandosi come figura chiave del centrodestra in vista delle prossime elezioni regionali. Membro della segreteria di Noi Moderati e tra i nomi più autorevoli nella rosa dei potenziali candidati alla presidenza della Regione Campania, Carfagna rappresenta oggi il volto di un centrodestra che si presenta unito, determinato e convinto che questa volta il cambiamento sia davvero possibile.
Secondo l’ex ministra, la partita che si gioca nel 2025 è radicalmente diversa da quella del 2020: non è più la Campania saldamente in mano alla sinistra, sostenuta da un’alleanza forte con il Movimento 5 Stelle e rafforzata dal governo nazionale. Oggi il contesto è mutato, e Carfagna non ha dubbi nel sottolineare come il fronte giallorosso appaia debole, diviso e poco credibile dopo cinque anni di opposizione interna e continue tensioni sul territorio.
Al centro della critica c’è ancora una volta la figura di Vincenzo De Luca, accusato da Carfagna di voler esercitare un controllo ombra sulla Regione, nonostante l’impossibilità di candidarsi per un terzo mandato. La nomina del figlio alla guida del Pd campano viene letta come un chiaro segnale: un tentativo di mantenere saldo il potere locale attraverso una gestione dinastica che, secondo Carfagna, allontana ancor di più il centrosinistra dagli elettori.
«La Campania – afferma – è contendibile perché il sistema De Luca ha fallito nell’affrontare i veri problemi della Regione: la sanità al collasso, il trasporto pubblico inefficiente, la disoccupazione femminile alle stelle, la fuga dei giovani. A questo si è preferito rispondere con le dirette Facebook. Ma ora i cittadini chiedono risposte, non spettacoli».
Carfagna rivendica il metodo serio e collegiale con cui il centrodestra sta lavorando alla scelta del candidato, escludendo corse in solitaria o giochi di potere. Nessun nome imposto dall’alto, ma una rosa ampia, politica e civica, da valutare senza preclusioni. E se il suo resta uno dei più forti in campo, la diretta interessata invita alla calma e alla responsabilità: «Non ci sono nomi di punta, c’è una squadra. Nessuno sta sgomitando, e questo spirito sarà la nostra forza».
Sul fronte delle alleanze, Carfagna sottolinea come il centrodestra sia oggi il vero attrattore del voto moderato. Una forza politica che ha dimostrato capacità di governo a livello nazionale e che ora si propone come alternativa seria e credibile in Campania. In questo senso, guarda anche all’area centrista di Azione, apprezzando la scelta di Carlo Calenda di non piegarsi a “patti innaturali” con Pd e M5S: un segnale, secondo lei, che apre spazi concreti per intercettare un elettorato liberale in cerca di stabilità e coerenza.
Con uno stile sobrio ma deciso, Mara Carfagna si conferma quindi il perno attorno a cui ruota la strategia del centrodestra in Campania. Una figura capace di parlare all’elettorato moderato, di mettere al centro i temi concreti e di rappresentare quel volto riformista e istituzionale che potrebbe fare la differenza nella sfida per Palazzo Santa Lucia. Per lei, la sfida non è solo vincere: è dimostrare che la politica può ancora cambiare le cose, se si ha il coraggio di farlo seriamente.

