«Condizione di attesa e di inazione forzata, soprattutto per non avere vie d’uscita o soluzioni alternative e risolutive». Così la Treccani definisce lo “stallo”. Ed è forse il termine più adatto per descrivere lo stato attuale del centrodestra in Campania. L’attesa riguarda il vertice dei leader di coalizione, inizialmente previsto per lunedì prossimo in Puglia, ma ora in fase di rinvio. L’incontro dovrebbe comunque svolgersi nella prossima settimana, con la ripresa delle attività politiche dopo la pausa estiva. All’ordine del giorno, le scelte su Campania, Puglia e Veneto in vista delle regionali d’autunno.
Nel frattempo, crescono le tensioni interne. Ieri nuovo scontro tra Forza Italia e Lega. Fulvio Martusciello (FI) ha posto un paletto: «Chi sarà candidato deve restare in Consiglio regionale anche in caso di sconfitta. Non si può lasciare la coalizione senza guida». Secca la replica del leghista Gianpiero Zinzi: «Parlare di sconfitte è controproducente. Non avremo un candidato perdente ma il futuro presidente della Regione. Serve una figura autorevole, non polemiche».
Sul fronte delle candidature, lo scenario resta invariato. In testa tra i politici c’è Edmondo Cirielli (FdI), ma restano in campo anche Mara Carfagna (Noi Moderati) e lo stesso Zinzi per la Lega. Per l’area civica si valutano i nomi di Giosy Romano (Zes unica), dei rettori Matteo Lorito (Federico II) e Giovanni Francesco Nicoletti (Vanvitelli). Sono circolati anche i nomi del prefetto Michele di Bari e dell’industriale Costanzo Jannotti Pecci, entrambi però hanno smentito pubblicamente un loro coinvolgimento.
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