Quella telefonata, sebbene ricostruita in modo diverso da Washington e Mosca, è una notizia di risonanza mondiale. Perché dopo il muro contro muro, mentre mese dopo mese morivano decine di migliaia di soldati e civili in Ucraina, Usa e Russia tornano a parlarsi. Donald Trump e Vladimir Putin si sono parlati. E nella versione americana affidata da Trump al New York Post, le cose sono andate così: “A Putin importa del costo umano della guerra, vuole vedere la gente smettere di morire. Tutta quella gente morta, giovani, bellissime persone, sono come figli. Due milioni di loro”. Ma che dice Mosca di questa telefonata che arriva a quasi tre anni dall’invasione russa dell’Ucraina, con una guerra feroce di cui ha sentito i contraccolpi gran parte del mondo?
La risposta di Peskov
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, non si è sbottonato per niente sui dettagli della telefonata Trump-Putin di cui il presidente Usa ha fornito una riassunto volutamente ristretto, tenendo per sé le informazioni riservate. Mosca non conferma né smentisce il contatto fra i due leader, e al quotidiano Izvestia si è limitato a dire che “ci sono comunicazioni condotte attraverso differenti canali…io potrei non essere a conoscenza di qualcosa”.
Ma che sarà del futuro dell’Ucraina e di Volodymyr Zelensky? Il presidente ucraino ha affidato alla Reuters la sua cauta apertura per cominciare un dialogo che possa portare alla fine delle operazioni belliche: “Saremmo felici di far aumentare la collaborazione fra le industrie minerarie dei nostri Paesi”. Tradotto, significa soprattutto per Trump, che la concessione delle terre rare, di cui l’Ucraina è una miniera, alle produzioni Usa, potrebbe essere il prezzo pagato volentieri per avere la nuova presidenza Usa dalla propria parte. Dato che Mosca continua a considerare Zelensky come un “non interlocutore” sul futuro della guerra e dei rapporti fra i due Paesi. Ma con realismo, il leader ucraino, sottolinea di “non considerare affatto Putin pronto ad avviare attività concrete…la sua cooperazione con la Corea del Nord verrrà ampliata e abbiamo prove che invierà presto al fronte altri 100mila soldati”.



























