MARANO, IL PATTO POLITICA-CAMORRA-IMPRENDITORIA E LE CONDANNE. ANCORA RICORDIAMO CHI CI INSULTAVA E QUERELAVA. CHIEDERANNO MAI SCUSA? IL PM DI MAURO PORTA A CASA UN GRANDE RISULTATO

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E’ andato in archivio, dopo oltre tre anni e mezzo, il processo di primo grado che vedeva imputati l’ex sindaco Mauro Bertini, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Armando Santelia, gli imprenditori Aniello e Raffaele Cesaro, l’imprenditore Angelo Simeoli e il tecnico (unico assolto) Eduardo Pellecchia.

Un processo ricco di colpi di scena, che sembrava chiuso un anno fa, la cui istruttoria è stata aperta – per volere dei giudici di Napoli nord – per escutere i nuovi pentiti del clan Polverino, ovvero Giuseppe Simioli e Giuseppe Ruggiero.

Tutti condannati, tranne Pellecchia, e con pene pesanti: 12 anni e mezzo a Bertini, il sindaco che aveva egemonizzato per anni la politica maranese, 12 anni a Santelia, 3 anni, ma con aggravante, per Simeoli e i Cesaro. Un verdetto sorprendente e importante, perché in pochissimi – dopo l’assoluzione di Simeoli dal processo per concorso esterno – avrebbero scommesso un centesimo sul riconoscimento dell’aggravante mafiosa.

A crederci, dicevamo, in pochi. A lottare il solo pubblico ministero Maria Di Mauro, oggi aggiunto a Napoli nord, e il nostro giornale che per anni – sulle vicende in esame, ancor prima dell’inizio del processo – ha tentato di fare chiarezza: palazzo Merolla, la masseria del Galeota, il Pip. Vicende amministrative che si perdono nella notte dei tempi e che ancora oggi tengono banco.

Ce li ricordiamo tutti gli insulti di tanti sostenitori di Bertini, le querele dell’ex sindaco nei nostri confronti (tutte archiviate con l’assoluzione del nostro direttore Fernando Bocchetti), gli attacchi sguaiati di alcuni politici bertiniani e di alcuni giornaletti, blog che ancora ammorbano e condizionano, con la loro ignoranza e malafede, l’opinione pubblica maranese.

I condannati ricorreranno sicuramente in appello, ma anche se fossero stati assolti, magari per prescrizione, il quadro politico di quegli anni – Novanta e inizio Duemila – sarebbe stato ugualmente chiaro e inquietante. I fatti sono chiari, oggi, anche a livello giudiziario. Quando Terranostranews puntano l’indice su certe vicende, molti sorridevano e offendevano, oggi quello che si ipotizzava a suo tempo è diventata verità giudiziaria. Leggeremo, tra novanta giorni, le motivazioni della sentenza. L’epilogo di questo processo potrà avere ripercussioni forti anche su altri procedimenti e su alcune dinamiche attuali della politica locale. Oggi, seppur in primo grado, c’è una sentenza (collegio Pacchiarini, a latere i giudici Morra e Paolino), che mette comunque un punto fermo. Merito, lo ribadiamo, anche e soprattutto di Maria di Mauro e della sua tenacia.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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