AREA PIP, IL COMUNE DI MARANO INDIVIDUA UNA TRIADE PER IL COLLADUO DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE AL CENTRO DI RELAZIONI E INCHIESTE

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Nominata la terna che si dovrà predisporre il collaudo tecnico amministrativo delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie dell’area PIP di Marano. La triade sarà composta dall’Architetto Aniello Formisano (opere di urbanizzazione), costo della prestazione professionale pari ad € 11.000,00 euro, dei sottoservizi stradali se ne occuperà l’ingegnere Sergio Vizioli, costo della prestazione professionale circa € 10.000,00 mentre per la verifica contabile sarà l’architetto Lupoli Agostino, costo della prestazione professionale circa € 8.000,00. I tecnici sono stati individuati al termine di una procedura di gara esperita sul Mercato elettronico della pubblica amministrazione col criterio del minor prezzo.

All’epoca, nel lontano 2004, l’azienda dei Cesaro sottoscrisse con il Comune di Marano una convenzione, su base trentennale, che prevedeva la realizzazione di capannoni industriali ed artigianali, la realizzazione di opere infrastrutturali di urbanizzazione primaria: strade, parcheggi, reti di sottoservizi (fogna, pubblica illuminazione, rete elettrica di alimentazione utenze, condotta idrica e antincendio, linea telefonica, rete gas, etc.) e le opere di urbanizzazione secondaria da retrocedere in proprietà al comune: asilo nido, centro sanitario, un multi box ed un centro servizi.

Dopo dodici anni dalla sottoscrizione del contratto, nell’ambito delle attività di verifica avviate dalla uscente Commissione Straordinaria, è emerso che la realizzazione del PIP è avvenuta con difformità urbanistiche/ edilizie e che le opere di urbanizzazione primaria sono risultate non correttamente realizzate mentre le opere di urbanizzazione secondaria in gran parte non sono state realizzate. Nel contempo era già andato in archivio un processo, sorto al culmine di un’indagine avviata dalla direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli, nell’ambito del quale fu condannato uno dei fratelli Cesaro per falso ideologico aggravato dalla finalità mafiosa e riferita proprio ai mancati collaudi nel Pip. Sentenza di primo grado, che decretava anche la confisca delle suddette opere e l’assegnazione al Comune.

L’ufficio tecnico, con nota a firma del funzionario Paola Cerotto, siamo intorno al 2016, aveva già dichiarato nulli gli atti di collaudo, nulli i certificati di collaudo emessi dal concessionario perché non rispettosi di norme e regolamenti dei lavori pubblici. Anche l’Avv. Griffo, consulente legale dell’Ente, sostenne la tesi della Cerotto e successivamente è emerso anche dal Decreto di Sequestro Preventivo delle aree disposto dal GIP che gli atti di collaudo erano da ritenersi nulli. Il 04/10/2018 anche l’Ingegnere Giampaolino ha sollevato dubbi circa la legittimità dei collaudi, suggerendo di individuare una terna di tecnici per un nuovo collaudo.

Oggi, a distanza di 20 anni dall’avvio delle procedure per il PIP il Comune, su spinta di decine di denunce mediatiche, delle commissioni straordinarie che hanno retto l’ente (non tutte in realtà), delle indagini della magistratura e delle relazioni tecniche, è stata individuata una terna di professionisti che dovrà occuparsene.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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