Commissione Ecomafie, “in Terra dei fuochi roghi in calo”

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Le forze dell’ordine hanno fatto un grande lavoro tra Caserta e Napoli, ed anche per questo i roghi di rifiuti si sono ridotti molto, passando dagli oltre 2mila del 2019 ai 500 di quest’anno.

Un lavoro che deve continuare, perché è ora di dire basta a questo scempio”. Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie, Jacopo Morrone, dopo che l’organismo bicamerale ha ascoltato l’incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti in Campania Ciro Silvestro e il generale dei Carabinieri Andrea Rispoli, comandante dell’Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare.
Dalle audizioni sono emersi i dati delle attività interforze, i cosiddetti ‘action day’, realizzati almeno un paio di volte a settimana nei comuni delle province di Caserta e Napoli; controlli che di solito mettono nel mirino piccole e medie attività imprenditoriali, spesso abusive, che sono quelle che inquinano maggiormente, creando con i propri residui di lavoro vere e proprie discariche lungo le strade delle due province, con i rifiuti abbandonati poi dati alle fiamme. “Tra giugno e settembre di quest’anno – ha illustrato Morrone – ci sono stati 7.535 pattugliamenti contro reati ambientali, con 53 tra attività economiche e sversatoi illeciti sequestrati, 87 denunciati per crimini contro l’ambiente e sanzioni per 4,6 milioni di euro”.
Morrone, parlando a Castel Volturno, ha anche sottolineato che “è necessario risolvere una volta per tutte il problema delle ecoballe, che dopo tanti anni sono ancora a Taverna del Re”, il sito nel comune di Giugliano che la Commissione ha visitato, insieme all’impianto di ultima generazione della Cisa per lo smaltimento delle ecoballe. “Dai dati che ci hanno fornito – ha detto Morrone – l’impianto può smaltire 200mila tonnellate annue. In pratica l’ecoballa viene aperta, viene recuperata la parte in plastica e ciò che si può riutilizzare, una parte va al termovalorizzatore e al termine della lavorazione solo un 10-15% resta rifiuto e sappiamo che viene portato al Nord Europa per lo smaltimento. Ci sono ancora troppi rifiuti che viaggiano”, ha proseguito Morrone.

Nel pomeriggio la Commissione ha visitato l’impianto di depurazione del canale di Regi Lagni, oggetto di numerose immissioni di scarichi di acque reflue, e, in seguito, l’impianto di biogas del Consorzio Agrorinasce in località Ferrandelle di Santa Maria La Fossa (Caserta) dove, nel contiguo Centro di educazione e documentazione ambientale ‘Pio La Torre’, sono stati ascoltati in audizione il prefetto di Napoli Claudio Palomba, il prefetto di Caserta Giuseppe Castaldo e il direttore generale di Arpac Luigi Stefano Servino. “La Commissione – ha commentato Morrone – punta dunque ad acquisire elementi di conoscenza utili a verificare sia la presenza di attività illecite in relazione ai siti inquinati sia la situazione delle azioni di bonifica sia il mancato rispetto della normativa vigente in materia ambientale per accertare eventuali inadempienze da soggetti pubblici o privati sul fronte del trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti”. Il presidente della Commissione ha poi ricordato l’audizione di qualche settimana fa a Roma del viceprefetto Ciro Silvestro, incaricato del Ministro dell’Interno per il contrasto del fenomeno degli incendi dolosi di rifiuti nella regione Campania, che ha fornito un quadro della situazione.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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