Sul palco della manifestazione studentesca pro-Palestina che attraversa Roma da piazza Vittorio all’università Sapienza fa capolino una giovane ragazza dai lineamenti medio-orientali, con la kefiah avvolta sulla testa. «Fuori i sionisti da Roma», grida al microfono. La folla applaude. Dalla capitale a Milano: nella pancia del corteo che sfila dalla stazione Centrale alla multietnica via Padova, ai lati di una grossa bandiera palestinese agitata con forza, un folto gruppo di musulmani scandisce in arabo un coro che fa così: «Aprite i confini così possiamo uccidere gli ebrei». La caccia è aperta.
L’odio antisemita che schiuma dalle bocche degli islamici che riempiono le piazze di mezza Italia si sprigiona in tutta la sua violenza. L’asticella si è alzata vertigionsamente. I tifosi nostrani di Hamas non vogliono solo la distruzione di Israele ma rifiutano persino di condividere le stesse città, libere e democratiche, con gli ebrei.
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