Stupro a Caivano, una delle vittime ripresa durante un rapporto sessuale con una chiamata in diretta

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Lo stupro in videochiamata live. È uno dei dolorosi retroscena della drammatica storia degli abusi commessi a Caivano ai danni di due cuginette di 10 e 12 anni. Una delle vittime fu costretta a subire rapporti sessuali da uno dei ragazzi che, con il cellulare, la riprendeva durante una chiamata in diretta. “Sentivo voci che ridevano”, ha detto la ragazzina, poco più che una bambina in realtà.

«Innumerevoli abusi sessuali»

Sono «innumerevoli» gli abusi sessuali subìti dalle due cuginette di 10 e 12 anni a Caivano: le violenze di gruppo sono avvenute tutte in un immobile abbandonato, definito dalle vittime «capanna», in «vico dei tossici». Negli atti dell’inchiesta si legge che «le violenze sessuali di gruppo» si sono verificate «innumerevoli nell’arco di soli due mesi», tra giugno e luglio scorsi e sarebbero di sicuro proseguite se la madre di una delle due giovani vittime e il padre dell’altro non avessero dato il via all’inchiesta con le loro denunce.

L’interazione tra i due uffici giudiziari

Secondo le due Procure, «l’esecuzione delle misure cautelari disposte dai Gip costituisce una conferma della validità indiziaria degli elementi acquisiti sino a questo momento, i cui esiti verranno corroborati da ulteriori attività in corso di esecuzione. La tempestività della risposta giudiziaria – viene aggiunto – è frutto dell’efficace interazione fra i due uffici giudiziari e dell’operoso impegno investigativo della compagnia carabinieri di Caivano e della locale stazione che hanno lavorato senza sosta insieme agli inquirenti per ricostruire le vicende».

«Acquisiti elementi univoci di riscontro»

«Durante le attività di indagine, tuttora in corso di approfondimento – sottolineano gli inquirenti nella conferenza stampa – veniva acquisita documentazione sanitaria, fatti sopralluoghi e sequestrati i telefoni cellulari in uso agli indagati, successivamente sottoposti ad analisi». E così le indagini hanno consentito di acquisire «elementi univoci di riscontro alle dichiarazioni delle minorenni, essendo stati peraltro rinvenuti dei video riproducenti alcuni episodi di abusi sessuali descritti dalle vittime».

Il ruolo delle bambine

Dopo la denuncia delle famiglie, la Procura minorile ha delegato ai servizi sociali la verifica urgente delle condizioni familiari delle bambine, «ai fini della loro messa in protezione». Le piccole sono state quindi nuovamente ascoltate e in questa fase avrebbero consentito di individuare in foto i presunti autori degli abusi, indicando in maniera precisa i ruoli che ciascuno degli indagati aveva assunto.

La conferenza stampa in Procura

L’inchiesta sfociata oggi in nove misure di custodia cautelare nei confronti di sette minorenni e due maggiorenni per aver violentato due cugine di 10 e 12 anni a Caivano, è nata «dalle denunce presentate dal padre di una delle piccole e dalla madre dell’altra», che hanno riferito ai carabinieri «delle violenze che le figlie avrebbero subito nei due mesi precedenti e del timore di una possibile diffusione di video riproducenti gli abusi». È quanto riferiscono gli inquirenti (Procura per i minorenni di Napoli e Procura di Napoli Nord), che spiegano come in primo luogo sono state ascoltate le giovanissime vittime.

Don Patriciello: «Ferite indelebili»

Le vicende che hanno riguardato il parco Verde di Caivano «sono ferite indelebili».

Lo ha detto don Maurizio Patriciello parlando dei fatti accaduti di recente ma anche in passato al Parco Verde di Caivano. «Pensate a tutte le famiglie coinvolte», ha detto ancora il parroco.

Il prefetto Palomba: «L’attenzione non cesserà»

Gli arresti di questa mattina «sono un segnale importantissimo e l’attenzione non cesserà». Lo ha detto all’Ansa il prefetto di Napoli, Claudio Palomba, parlando del blitz dei carabinieri di oggi nell’ambito dell’indagine sulle violenze ai danni delle due cuginette del Parco Verde.

Il prefetto ha visitato il villaggio della legalità che è stato allestito lungo le strade del Parco Verde dalla polizia di Stato. L’attenzione proseguirà, ha detto ancora il prefetto «e si svilupperà anche su altri profili» con attività in favore dei giovani. Il prefetto ha anche assicurato che si proseguirà anche con il censimento delle abitazioni, «censimento dettagliato ovviamente differenziando quelle che possono essere delle situazioni di fragilità rispetto alle situazioni propriamente abusive. Faremo un lavoro che è stato fatto a Pizzofalcone».

Il questore di Napoli: «È il giorno della svolta»

«Oggi è un giorno importante perché dal punto di vista repressivo si è data una svolta ad una vicenda dolorosissima». È quanto ha detto il questore di Napoli, Maurizio Agricola parlando con i giornalisti a margine della visita al villaggio della legalità che la polizia di Stato – con alcune sue specialità – ha allestito lungo viale Margherita nel parco Verde di Caivano. «Noi siamo qui oggi per un’affermazione di legalità», ha proseguito il questore «e per un’educazione alla legalità che è un’attività multidisciplinare ».

Prefetto e questore incontrano don Patriciello

Il questore di Napoli, Maurizio Agricola, e il prefetto, Claudio Palomba hanno incontrato don Maurizio Patriciello nella parrocchia del Sacro Cuore di Caivano. Successivamente i tre hanno raggiunto il villaggio della legalità allestito dalla polizia a Caivano per sensibilizzare i ragazzi sui temi, appunto, della legalità. Annunciata la presenza di oltre mille giovani studenti, provenienti dalle scuole di Caivano e da quelle dei comuni limitrofi, che incontreranno le diverse specialità e articolazioni della polizia tra cui la postale, la stradale, la ferroviaria, la polizia scientifica, gli atleti delle Fiamme oro, gli artificieri, i cinofili e i Nibbio dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico.

Per la violenza nei confronti delle cuginette del Parco Verde di Caivano i carabinieri di Napoli hanno eseguito 9 misure cautelari a carico di sette minorenni e due maggiorenni. Alle 11 alle Procura di Napoli Nord si terrà una conferenza stampa.

La vicenda degli stupri di Caivano, su cui indagano le due Procure di Napoli Nord e dei minorenni che hanno emnesso nove ordinanze di custodia cautelare, emerse alla fine dello scorso mese di agosto. Due cuginette di 10 e 12 anni, secondo la ricostruzione degli inquirenti, furono portate all’interno di un centro sportivo abbandonato, il Delphinia, dove sono ora iniziati lavori di ristrutturazione per il suo completamento entro la primavera del 2024, e violentate da un gruppo di giovani. Ma quello sarebbe stato solo uno degli episodi di violenza, che si sarebbero ripetuti a lungo nel tempo. Alla svolta di oggi si è arrivati anche dopo il sequestro di diversi telefonini degli indagati.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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