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«Il mio appello è sempre lo stesso: pene più severe per chi uccide una vittima innocente come mio figlio». Con queste parole Assunta Palumbo, madre di Corrado Finale, è tornata a chiedere giustizia al termine dell’udienza del processo di secondo grado davanti alla Corte d’Appello di Napoli.
La donna ha ribadito la necessità di «pene esemplari affinché non ci siano altre vittime innocenti», rinnovando il suo appello dopo il rinvio dell’udienza al prossimo 18 settembre.
La vicenda riguarda la morte di Corrado Finale, travolto e ucciso insieme al ferimento di Umberto Galdiero in un investimento volontario avvenuto a Marano nel 2024. In primo grado Aurelio Taglialatela è stato condannato a 17 anni e 4 mesi di reclusione per l’omicidio volontario di Finale e il tentato omicidio di Galdiero.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, Taglialatela avrebbe deliberatamente investito i due giovani mentre erano in sella a uno scooter in via del Mare, agendo per motivi personali legati al rapporto tra Galdiero e la sorella dell’imputato, relazione che non avrebbe mai accettato.
L’imputato è nipote del defunto boss di Marano Castrese Palumbo, ucciso alcuni mesi fa. Sarà ora la Corte d’Appello a riesaminare la sentenza di primo grado, mentre la famiglia di Corrado Finale continua a chiedere una risposta di giustizia che ritiene adeguata alla gravità dei fatti.

