Migranti, nessuno vuole i Cpr nelle proprie regioni. I no dei governatori. Alla fine? Solo la Campania e pochi altri diranno sì…

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Migranti: Ocean Viking salva 39 persone alla deriva in zona maltese. +++ TWITTER/SOS MEDITERRANEE +++ NPK +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
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La rete di questo tipo di accoglienza sarà potenziata dal Genio militare che realizzerà nuove strutture in località su tutto il territorio nazionale. Saranno zone, dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, “a bassissima densità abitativa e facilmente perimetrabili e sorvegliabili” che non creeranno disagio alla popolazione. Eppure nelle ultime 24 ore si sono moltiplicate le reazioni preoccupate degli amministratori locali, sindaci e presidenti di regione, che non vorrebbero “problemi” sui loro territori. Non si tratta esclusivamente di esponenti legati politicamente alle opposizioni, ma anche di sindaci e governatori di centro-destra.

Se non sorprendono dunque le reazioni dei sindaci dem di Bologna (Matteo Lepore: “I Cpr sono carceri”) e di Modena che hanno denunciato arrivi imprevisti da Lampedusa in queste ore, o del presidente della Toscana Eugenio Giani (“Non darò l’ok a nessun Cpr”), o del presidente emiliano-romagnolo Bonaccini (“I grandi hub hanno fallito, serve accoglienza diffusa), destano interesse le preoccupazioni degli amministratori di centro-destra.

Zaia: “Nessuno mi ha mai parlato di Cpr in Veneto”

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha detto: “Non siamo mai stati contattati da nessuno per un nuovo Cpr né nessuno me ne ha mai parlato. Guardiamo con molta preoccupazione ai numeri – ha affermato rispondendo a margine di una conferenza stampa a Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale – perché ci dicono e confermano quello che era l’allarme che avevo lanciato quest’estate e non colta dai ‘grandi strateghi’ della politica veneta e cioè che andavano verso il raddoppio”. “Il problema è che dei circa 200mila arrivi sono il 10% – per arrotondare – ha diritto allo status di rifugiati. Almeno 150mila dei 200mimla sono migranti senza titolo per chiedere aiuto, sono migranti ‘economici’ diciamo così”.

Il presidente del Molise Francesco Roberti: “Non abbiamo strutture idonee a Cpr”

“In Molise, da quello che mi risulta, non abbiamo una struttura idonea da adibire a Cpr anche perché è indispensabile, da quanto ho capito la recinzione, quindi non si può usare il primo albergo dismesso. Per come la vedo io questa storia della recinzione non mi entusiasma soprattutto in una prospettiva di accogliere famiglie con bambini, che magari possono venire a vivere in pianta stabile nel nostro territorio, coinvolto da un fortissimo spopolamento. Oggi siamo meno di 300mila residenti molisani e l’amministrazione si fa in forza dei numeri. Io sarei dell’opinione di costruire qualcosa di accettabile anche in una diversa prospettiva, ma devo fare il punto con il ministro e poi potrò dire qualcosa di più preciso in merito”. Lo ha dichiarato il presidente del Molise Francesco Roberti, eletto con la coalizione di centro-destra a giugno scorso, rispondendo a una domanda sulla realizzazione di un nuovo Centro di permanenza rimpatri sul territorio. “La quota migranti destinata al Molise – ha affermato Roberti – è pari a 100 persone da accogliere per 18 mesi in un Cpr che però bisognerebbe ricostruire ex novo, e anche di questo parlerò giovedì a Roma con il Ministro dell’Interno Piantedosi”. Il Prefetto di Campobasso, secondo quanto riferito da Roberti, starebbe individuando un’area idonea ma, continua, “Non so quale sia ed è un argomento di cui parlare bene”.

Kompatscher: Cpr in Alto Adige solo per esigenze locali

“Il ministro Piantedosi mi ha ribadito ieri durante il nostro incontro che il Cpr in Alto Adige servirà solo per le esigenze locali e non ci saranno trasferimenti da altre regioni”. Lo ha detto il governatore Arno Kompatscher riferendo che il Centro avrà una capienza di circa 50 posti e sarà individuato, finanziato e gestito direttamente da Roma. Kompatscher ha inoltre annunciato che prossimamente il ministro degli interni è atteso a Bolzano per una conferenza sull’ordine pubblico “.

Fedriga approva la soluzione Cpr: “Non sono impattanti sul territorio, ospiti hanno precedenti penali”

“Il Cpr funziona molto bene perché garantisce i rimpatri e soprattutto perché garantisce la sicurezza dei cittadini dove è insediato l’impianto. È un impianto controllato, dove chi è all’interno non può uscire e quindi non è impattante per il territorio. E devo dire che nei Cpr non ci sono persone che hanno perso il lavoro o il permesso di soggiorno, ci sono tutti ospiti che hanno precedenti penali”. Così il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, a margine dell’evento Semplificare per far ripartire l’Italia, al Tempio di Adriano a Roma. “Parlo della mia esperienza nella mia regione, parlo del Cpr di Gradisca d’Isonzo. Lì ci sono persone che hanno commesso reati di violenza privata, spaccio: vogliamo lasciarle libere di andare amabilmente dove vogliono senza provvedere al rimpatrio?”, ha proseguito Fedriga sottolineando che “quella contro i Cpr è un’impostazione ideologica”. Il presidente della Regione Fvg si è detto invece “contrario all’accoglienza diffusa, che è stato un fallimento”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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