MARANO, TERMINA LA STAGIONE DEI COMMISSARI E INIZIA L’ERA MORRA. LE PAROLE CHIAVE: IMMOBILISMO E CERCHI MAGICI, IL PRIMO CITTADINO SARA’ CAPACE DI CAMBIARE REGISTRO?

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Immobilismo amministrativo. E’ stata questa l’espressione “magica” che ha portato, per ben due volte di seguito, anni 2016 e 2021, allo scioglimento del Comune. Immobilismo, avete capito bene, su diversi fronti: beni confiscati, abbattimenti, abusi edilizi, Pip, Galeota, immobile che ospita la scuola Garden House e tanto altro. Immobilismo.

Domani andrà in archivio la stagione (non esaltante) degli ultimi commissari e inizierà l’era Morra, il funzionario regionale che a Marano fa politica dagli anni Novanta e che è stato anche assessore di una giunta molto controversa come quella Perrotta.

Morra – che stupido non è (ha altri difetti) – dovrà misurarsi con quell’espressione: Immobilismo amministrativo. Si gioca tutta qui la partita per il futuro di Marano e del suo municipio. Occorre ribaltare il trend e al neo sindaco lo abbiamo detto e scritto in tutte le salse. Ce la farà? Noi riteniamo che Morra non sia uno stinco di santo, ma sappiamo bene che fesso non è, e quindi siamo certi che sul piano amministrativo metterà in campo tante cose. Ora è da capire se si lascerà ingabbierà dalle liturgie maranesi, dalle richieste delle forze politiche e da altri fattori contingenti. Se vi farà imbrigliare dalle pastoie burocratiche, dagli uffici e se dovrà occuparsi (troppo) di mettere d’accordo le anime, liste che lo sostengono e anche i relativi appetiti.

Morra non deve fare gli errori commessi da altri ex sindaci, che hanno curato e pensato (troppo) al proprio cerchio magico e ai fedelissimi. La campagna elettorale è finita e Morra sa bene che ora ci sono “contenti” e scontenti. Nelle sue fila, quelle del Pd, c’è un segretario di circolo non eletto, Roberto Sorrentino; suo fedelissimo; c’è un ex assessore, Francesco Vallefuoco, anch’egli rimasto fuori e suo fedelissimo E ci sono altri che, per problemi del Mezzogiorno (piatto a tavola), spingono o spingeranno per avere un assessorato. E altri ancora che vogliono la presidenza del consiglio comunale e altri ancora, fino a ieri di destra, che vogliono partecipare al banchetto.

Valuteremo l’operato già a partire da questi casi, che possono sembrare piccoli solo all’apparenza. Morra deve fare il sindaco del Comune dell’immobilismo, dove gli abusi, anche grandi, vengono sanzionati o scoperti dopo 30-40 anni; dove le carte e i documenti spesso vengono scritti a cazzo di cane e dove anche i ricorsi, talvolta, vengono preparati con i piedi. Presti attenzione a tutto ciò e non pensi, in primis, alla sua cerchia di fedelissimi. Se farà questo, sarà un buon sindaco, altrimenti sarà uno dei tanti che si farà ingabbiare e imbrigliare nella rete delle promesse, degli scambi e delle piccole e grandi miserie cittadine e regionali.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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