Camorra. Le mani dei Ferrara anche negli uffici comunali: “Terreni agricoli diventavano edificabili”

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Stamattina alle prime ore dell’alba i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli e di Castello di Cisterna ed i Finanziari del Gruppo di Giugliano in Campania hanno eseguito – con il contributo delle rispettive componenti aeree – un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta dei Magistrati della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 19 persone (di cui 3 già detenute), gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, violazioni alla normativa sulle armi e sugli stupefacenti e tentato omicidio (tutti aggravati dalle finalità di agevolazione del clan).

Negli atti dell’inchiesta diretta dai PM Rossi e Sepe moltissimi gli elementi che documentano, in Villaricca (NA), la perdurante operatività del clan Ferrara – Cacciapuoti, storicamente rientrante (con quello Nuvoletta di Marano di Napoli e dei Casalesi) nel cartello camorristico denominato Nuova famiglia, nata negli anni Settanta contro la Nco di Cutolo. Il clan negli anni sarebbe stato in grado anche di infiltrarsi all’interno della macchina comunale.

“Colletti bianchi e uomini che lavoravano nel Comune di Villaricca, assoggettati al clan, che eseguivano gli ordini e favorivano il sodalizio criminale.” – a descrivere la sussistenza della circostanza poc’anzi evidenziata è il collaboratore di giustizia D’ALTERIO BRUNO che spiega l’inquietante ramificazione del sodalizio criminale sul territorio, in grado di condizionare persino l’operato della PA.

Nel verbale del 25/06/2013, lo stesso D’ALTERIO dichiarava che: “I Villaricchesi, inoltre, avevano un gruppetto di soggetti loro affiliati che noi dell’ala militare del clan chiamavamo “collettini bianchi” per intendere che erano persone che “stavano all’interno del Comune di Villaricca” e gestivano per il clan tutti gli appalti comunali nonché facevano in modo che terreni a destinazione agricola diventassero edificabili al fine di consentire la realizzazione di costruzioni da parte degli imprenditori legati al clan”.

Nelle informazioni fornite dal D’Alterio si evince la capacità del Clan di variare a proprio favore il PUC, modificando la destinazione urbanistica dei terreni, presumibilmente grazie al contributo diretto di politici e funzionari.

Le dichiarazioni rese dal D’Alterio sono confermate anche da PIROZZI Giuliano, anch’egli collaboratore di giustizia, nel verbale dell’11.02.2013, il quale confermava che il Clan Ferrara – Cacciapuoti può definirsi un’organizzazione criminale “bianca” nel senso che opera sul territorio attraverso il controllo delle attività imprenditoriali, piuttosto che da un punto di vista militare, grazie al supporto di numerosi fiancheggiatori.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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