Rione Sanità, cosa vedere nel cuore di Napoli

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Il Rione sanità è in posizione strategica, è tra il centro storico e Capodimonte. Si arriva in metropolitana, linea 2 Fermata Cavour . Oppure in n autobus con il C51, C52 (fermata via Vergini); E1, C57, 201: (fermata Piazza Cavour); R4, C63 178, 2M: fermata al Ponte della Sanità, poi prendere ascensore Sanità .

Rione Sanità, cosa vedere

Fermarsi a prendere un caffè in vico Buongiorno da Giulio, tra il murale di Totò e quello di Mowgli (solo a Napoli tutto è possibile, anche questi accostamenti). Ma provo a fare un itinerario, perché c’è anche tanto da vedere.

  • Cimitero delle Fontanelle
  • Catacombe di San Gennaro
  • Capodimonte
  • Le Basilica del Rione Sanità e le Catacombe di San Gaudioso
  • I Murales
  • Palazzo dello Spagnolo e gli altri palazzi, famosi e non
  • Le strade di Totò
  • Il borgo dei Vergini

Una piccola raccomandazione: in questo tour cercate di arrivare affamati, perché dovete provare i taralli sugna e pepe, i fiocchi di neve di Poppella e se riuscite una pizza da Concettina ai Tre Santi.

Rione Sanità, il cimitero delle Fonanelle

È un’esperienza unica, che piacerà molto anche ai bambini. Piano piano si scende nelle cave di tufo giallo ed è come entrare in un cartone animato di Tim Burton. In passato era un ossario. Si tratta di tremila metri quadrati di grotte, in cui sono state sepolte migliaia di persone. Di loro non si ricorda più il nome né la storia, ma quasi non importa…perché qui si svolgeva il rito delle “anime pezzentelle”. Cosa significa? I napoletani quando avevano bisogno di un “piccolo miracolo” adottavano un teschio abbandonato, lo curavano, gli facevano piccoli regali ( gioielli, vestiti, dolcetti) in cambio di protezione e favori.

Ogni angolo, ogni corridoio del Cimitero delle Fontanelle è ricco di storia, aneddoti, leggende e curiosità consigliamo di vederlo con una guida. Qui trovate tutte le informazioni su orario di apertura e costi

Rione Sanità, le Catacombe di San Gennaro

Le catacombe di San Gennaro è un luogo che amiamo molto, perché qui non trovate solo storia e bellezza, ma trovate la forza di volontà di Napoli. Queste catacombe erano abbandonate, i ragazzi del quartiere, con la guida del parroco, don Antonio Loffredo, le hanno pulite, sistemate, trasformate in un’eccellenza turistica. Come per il cimitero delle Fontanelle, scendere nelle viscere di Napoli è un’esperienza indimenticabile

A differenza delle catacombe romane, le catacombe di Napoli sono ampie con grandi camere, quindi c’è un’ottima areazione e anche per i bimbi la discesa è facile. La temperatura è sui 15-22 gradi. La visita si articola su due livelli, ci sono circa tremila sepolture, tra cui la tomba di San Gennaro.

Capodimonte, la Reggia e il bosco

Dopo una visita alle viscere di Napoli vi consigliamo il palazzo reale e i giardini di Capodimonte, sono vicinissimi e si possono raggiungere anche a piedi dalle catacombe. Da centro città invece c’è una navetta che porta direttamente a Capodimonte.

Da vedere il museo, con gli appartanti reali e i giardini ,dove potete fare un giro in carrozza, ma se avete bambini e volete riposare occhi e orecchie dal caos di Napoli potete pensare anche di organizzare un pic-nic. C’è anche un’area dedicata agli amici a quattro zampe.

Al Rione Sanità c’è la Casa di Totò

Il Rione sanità è il Rione dove è nato e vissuto Antonio De Curtis, per tutti Totò. Al civico 109 di via Santa Maria Antesaecula è nato Totò. Ha vissuto qui fino all’età di 24 anni, quando si trasferì a Roma con la famiglia.

La casa appartiene già da qualche anno a privati e non si può visitare, ma anche solo passare fuori il luogo di nascita dell’artista suscita una grande emozione. All’esterno della casa trovate quadretti, insegne e cartelli con citazioni dai suoi film.

E poi nel quartiere potete trovare “Totò e Pasolini”, il murales, o forse sarebbe meglio dire lo stencil, davanti al Nuovo Teatro Sanità e in via Santa Maria Ante Secula ad angolo con salita Capodimonte, c’è i mezzo busto in bronzo realizzato da salvatore Scuotto. Da vedere. In tutta la strada trovate foto e ricordi del Principe.

E sempre per gli appassionati di Totò alla fine di Salita Cinesi c’è il giardino degli Aranci dove è stata girata la scena del Guappo dell’”oro di Napoli”, ve la ricordate la scena in cui Totò ospita a casa sua il guappo e poi si ribella e lancia i colletti inamidati dal balcone.

La Basilica del Rione Sanità

Da visitare anche piazza Sanità con la Basilica , una grande meringa barocca. Non potete non riconoscerla: la sua cupola è inconfondibile con le maioliche gialle e verdi che si vede dal ponte della Sanità. Dalla basilica si scende anche nella cripta nelle catacombe di San Gaudioso: è il secondo cimitero paleocristiano di Napoli… una discesa nel mistero e nella bellezza.

Nella navata centrale cercate la statua di San Vincenzo, come di e il parroco, Don Antonio, l’unico santo con le ali vere… perché alla Sanità anche i Santi sono speciali. In una cappella accanto all’altare c’è anche La Madonna della Sanità, la più antica raffigurazione di Maria in Campania, risale al V-VI secolo

La strada dei murales

Credo che il Rione Sanità sia uno dei quartieri più dinamici, internazionali e vivi di Napoli. Qui respiri la vera napoletanità e allo stesso tempo un fermento internazionale. È un quartiere che crede nel potenziale umano e ha voglia di ricatto, ha voglia di bellezza. Un esempio sono i murales che trovi sulle pareti del Rione e che si moltiplicano, raccontando storie.

Rione Sanità, i palazzi

Da non perdere e da fotografare Palazzo dello Spagnolo. L’entrata è nascosta tra le file di bancarelle del mercato di Vergini.

Quando entrate direte subito: “Mi sembra un luogo familiare”. Lo avete sicuramente già visto. è stato il set del l Giudizio universale (De Sica, 1961), Piedone lo Sbirro (Steno 1973), La Pelle (Cavani 1981), Mi manda Picone (Loy 1983) e soprattutto di Passione (Turtrurro 2010).

Il palazzo è privato e si può ammirare solo da fuori, ma se non date fastidio e chiedete gentilmente di scattare qualche foto non vi sarà negato il permesso. Basta non essere invadenti. Ne vale la pena. È un palazzo assolutamente da vedere e fotografare nei dettagli.

Perché si chiama così? È chiamato «dello Spagnolo» perché la famiglia che lo costruì, la famiglia dei Moscati, andata in fallimento, lo cedette a Tommaso Atienza detto appunto lo Spagnolo

Il palazzo è stato costruito nel 1738 su ordine del marchese Nicola Moscati da Ferdinando Sanfelice che realizzò anche il vicino Palazzo Sanfelice, molto simile a Palazzo dello Spagnolo, ma meno ricco.

Girovagando nella Sanità vi consigliamo di alzare spesso lo sguardo per ammirare i panni stesi tra i palazzi, punte di colore e fantasia e di entrare negli androni dei palazzi, troverete piccoli angoli di napoletanità, odore di caffè , madonne, murales, piante e stucchi.

 

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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