Manfredi, la squadra e il Consiglio comunale: la fiera del comunismo di ritorno. Dai papabili, Sarracino a Mancuso, a Bassolino e alla Clemente

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“Manterrò la mia natura tecnica, anche se adesso ho un ruolo fortemente politico, e credo che dobbiamo mettere a disposizione nella Giunta le migliori competenze tecniche perché le sfide complesse si vincono con più competenza ma anche più politica. Sicuramente ci sarà anche qualche presenza politica perché questo è importante, però è molto importante che nei posti chiave ci siano dei tecnici di grande esperienza che consentano alla città di poter uscire da questa situazione così complicata e anche di avere capacità di dialogo a livello nazionale ed europeo”, spiega il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, intervenuto a Radio Italia.

Il neo sindaco è ora a Milano per la laurea della figlia  ma il dossier Napoli, dai trasporti allo sciopero dell’azienda rifiuti i cui effetti già si vedono nelle strade, sono stati e sono il suo primo pensiero. Manfredi a Milano vedrà pure il primo cittadino Beppe Sala per rinsaldare il rapporto tra le Città metropolitane. Fitta l’agenda del sindaco. Cerchiati in rosso sulla sua agenda molti giorni anche della prossima settimana per definire la squadra di governo. Spuntano tanti nomi: da Paolo Mancuso, l’ex magistrato “rosso” da tempo presidente del Pd napoletano, a De Iesu, ex questore, ma si parla anche di un altro super “rosso”, ovvero il segretario provinciale dem Marco Sarracino, il più spostato a sinistra tra tutti i big del partito di Letta a Napoli. Anche in Consiglio comunale la presenza di comunisti dichiarati o ex è fortissima. Sarà il caso di gioire o preoccuparsi?

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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