Ecco i risultati del primo studio indipendente sull’efficacia del vaccino russo Sputnik V

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Il vaccino russo Sputnik V è efficace contro la variante delta, secondo uno studio indipendente pubblicato in pre-print. Il campione di quasi 14mila persone ha rivelato che il vaccino a due dosi riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid-19 dell’81% e aiuta a prevenire gravi lesioni polmonari.

Scientificamente, il Gam-Covid-Vac (questo è il nome ufficiale dello Sputnik V) è un vaccino relativamente semplice. Cosi come i vaccini di Oxford-AstraZeneca, Johnson & Johnson e CanSino, il vaccino russo usa una versione modificata dell’adenovirus come vettore del gene della proteina spike di Sars-CoV-2. Però la sua particolarità è di essere un vaccino misterioso: nonostante sia stato proclamato “il primo vaccino anti-Covid del mondo” (parole del presidente russo Vladimir Putin l’11 agosto 2020), finora la ricerca scientifica su suoi aspetti fondamentali, come l’efficacia, la sicurezza e gli effetti collaterali, rimane limitata, se non inaccessibile.

Ricerche top secret

Anche l’articolo scientifico pubblicato sul rispettatissimo Nature a favore del vaccino ha trovato solo quattro studi scientifici dedicati al Gam-Covid-Vac. Gli autori di due di essi sono i creatori del vaccino dall’Istituto Gamaleya a Mosca. Il primo studio, pubblicato nel settembre 2020 su Lancet, ha coinvolto 76 adulti sani (sono stati usati i volontari dall’esercito) che hanno ricevuto le due dosi del vaccino a distanza di tre settimane. Nel sangue di tutti i partecipanti sono stati trovati gli anticorpi contro la proteina spike del Sars-CoV-2 e gli eventi avversi riportati sono stati principalmente dolore lieve nel sito di iniezione, febbre, mal di testa, affaticamento e dolori muscolari, eventi tipici per tutti i vaccini contro Sars-CoV-2.

Nello studio randomizzato di fase III, pubblicato in forma provvisoria a febbraio (sempre su Lancet), 14.964 adulti hanno ricevuto il vaccino a due dosi e 4.902 hanno ricevuto due dosi di placebo. Solo 16 soggetti nel gruppo vaccinato hanno sviluppato Covid-19 nella forma sintomatica, rispetto ai 62 nel gruppo placebo, il che è pari a un’efficacia del vaccino del 91,6%. Altri due studi (da Argentina e San Marino, tutti e due sono pre-print) valutavano esclusivamente la sicurezza e gli effetti collaterali e non guardavano l’efficacia.

L’esitazione dei russi

Questa coltre di dubbi ha colpito anche il popolo russo. Finora (alla data di 26 agosto) i soggetti vaccinati con due dosi sono soltanto il 24,6% della popolazione. L’esitazione a vaccinarsi rimane fortissima e non aiuta né la buona disponibilità del vaccino, né il rischio elevato dell’ultima ondata causata dalla variante delta, che perdura ormai dall’inizio di giugno. In Russia questa ondata si è rivelata più dura e mortale delle precedenti e ha provocato la morte di circa 800 persone ogni giorno (va tenuto conto che i numeri reali possono essere talvolta più alti delle cifre ufficiali).

Il vuoto di informazione generato dall’esitazione dei produttori è stato tuttavia colmato dai ricercatori indipendenti. Recentemente è uscito uno studio congiunto, a cui hanno lavorato scienziati dell’Università europea di San Pietroburgo, dell’Università Pavlov e di diversi ambulatori, che valuta l’efficacia di Sputnik V contro la variante delta. I ricercatori guardavano non al rischio dell’infezione, ma al rischio di ricovero e di gravi danni polmonari.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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