La storia dei piromani e degli incendi é oramai cronaca vecchia che ogni anno si ripeta con la distruzione di migliaia di ettari di terreno. Quest’anno il problema ha una portata straordinariamente drammatica, un po’ in tutta l’Europa ci sono stati e ci sono incendi che divorano ettari di terreni che sono polmoni di ossigeno per la salute pubblica. In Italia le regioni più colpite sono la Sardegna, la Sicilia e la Puglia, anche la nostra Campania ha avuto roghi distruttivi in provincia di Caserta e nel Cilento. Incendi quasi sempre dovuti all’opera scellerata dei piromani, persone senz’anima che per soldi disseminano morte e distruzione. I motivi che spingono queste” bestie” a tali atti criminali sono molteplici per soldi con l’ingaggio di uomini e mezzi per lo spegnimento, per speculazione edilizia su territori agricoli che mai avrebbero avuto l’ok per la loro urbanizzazione, o solo per pura pazzia, visto che si tratta di gente senza rispetto per sé stesso e per gli altri. Chi brucia, brucia se stesso, i propri figli e nipoti che rimarranno mochi dell’unico produttore di ossigeno qual è la vegetazione boschiva, dell’unico baluardo di difesa contro le alluvioni che negli ultimi tempi stanno mietendo morte e distruzione anche in territori dove qualche decennio fa era utopia una simile realtà. La distruzione della vegetazione degli alberi spesso secolari baluardi di difesa contro gli eventi naturali, compreso il riscaldamento dell’atmosfera é senz’altro un crimine contro l’umanità e come tale vanno trattati questi crimini. È attivato il momento da parte del legislatore e dell’autorità giudiziaria di ascrivere questi reati come crimini contro l’umanità e infliggere la pena dell’ergastolo senza sconti o premi. Chi violenta o distrugge la natura compie un omicidio premeditato nei confronti dell’intera collettività e come tale va punito senza se e senza ma con pene severe senza sconti.
Michele Izzo
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