Brevetti vaccini, Draghi sulla linea di Biden: “Deroga a tempo e stop blocco export”

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Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 26-02-2021 Roma, Italia Politica Il Presidente del Consiglio Mario Draghi partecipa alla videoconferenza dei membri del Consiglio europeo.DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili
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“I vaccini servono ora – ha spiegato Draghi durante il summit di Porto con gli altri leader europei – La deroga temporanea sui brevetti non risolve il problema nel breve e medio periodo. Ciò che serve è una condivisione dei sieri, l’export di dosi e investimenti per accrescere”. Ma ha chiesto anche di aprire a una discussione che dia la possibilità di uscirne con “una visione a 360 gradi”. Draghi dimostra di aver studiato tutte le variabili, compresi i limiti, o meglio i pericoli, che una deroga ai brevetti comporterebbe, in termini di sicurezza e complessità della produzione. Produzione, rimarca, che va aumentata in tutta Europa.

In Europa dobbiamo continuare ad accelerare le vaccinazioni con trasparenza e affidabilità – il ragionamento di Draghi al tavolo dei leader -. Occorre inoltre aumentare la produzione in ogni parte d’Europa. Gli altri paesi devono rimuovere i blocchi alle esportazioni: l’Ue esporta l’80% della propria produzione verso Paesi interessati da blocchi alle esportazioni. In questo contesto, vedo con favore la proposta del presidente Biden.

Siamo di fronte a un evento unico: milioni di persone che non sono in condizione di acquistare i vaccini stanno morendo, rimarca con forza Draghi chiedendo di non ignorare quel grido di dolore che “risuona”. Sappiamo che le risorse finanziarie non sono e non saranno mai sufficienti, ma l’Europa è l’Europa e non può voltarsi dall’altra parte.

Le case farmaceutiche hanno ricevuto finanziamenti enormi dai governi, ricorda poi il presidente del Consiglio nella sua ‘prima’ in presenza in un’assise europea, e a questo punto ci sarebbe quasi da aspettarsi che ne restituissero almeno una parte a chi ha bisogno. Ma poi aggiunge che persone che conoscono bene la materia gli hanno spiegato che una misura “temporanea e ben congegnata” non rappresenterebbe un disincentivo per l’industria farmaceutica. Lì potrebbe esserci la chiave di volta, la soluzione. Ci sono tuttavia due ulteriori problemi che dovranno essere affrontati affinché la proposta si possa, per Draghi, considerare realistica: la sicurezza della produzione e l’incredibile complessità del processo produttivo. Ma una riflessione va fatta, perché “come europei non possiamo ignorare questo problema”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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