Narcos messicani, una taglia di 10 milioni di dollari per El Mencho

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L’emblema del potere dei narcos messicani: un mix di brutalità, corruzione e complicità politiche. Il capo del cartello di Jalisco è un target di alto valore, ben più dei 10 milioni di dollari di taglia offerti da Washington.

Nemesio Oseguera Gonzáles, alias El Mencho, ha 54 anni, passati sui due lati del confine. Nato in una famiglia umile, le ha provate tutte. Immigrato clandestino in California, piccolo spacciatore, ladro d’auto, un paio d’arresti in America, tre anni di galera fino al 1997, quindi la deportazione nel suo paese natale. Nonostante i precedenti – o forse proprio grazie a questi – entra nella polizia di una località di Jalisco, parentesi seguita dal reclutamento da parte del network guidato da Nacho Coronel, il «re dei cristalli».

 

I suoi sicari abbattono un elicottero della Marina, tendono imboscate contro le pattuglie, sparano su bersagli delle istituzioni. Prima fanno fuori un giudice, poi a fine giugno prendono di mira il responsabile della sicurezza nella capitale, Omar Harfuch, agguato fallito, con molte cose non proprio chiare. I

Gli ultimi attentati sarebbero la rappresaglia al sequestro di 1939 conti bancari, all’estradizione negli Usa del figlio Ruben, all’arresto – sempre negli Stati Uniti – de «la negra», la figlia Jessica e, più in generale, alla pressione scatenata contro il suo impero. Azioni giudiziarie accompagnate dalle voci di una sua morte e poi da quelle su gravi problemi di salute, al punto che si sarebbe fatto costruire una clinica privata nella zona di Alcihuatl. A proteggerlo un «esercito» di killer — rinforzato quando serve da mercenari —, il territorio impervio e appoggi consolidati.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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