Marano, la villa confiscata mai utilizzata dall’associazione vicina al neo assessore Di Luccio. Storia di un conflitto di interessi e i silenzi del sindaco

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E’ questa nella foto la villa confiscata di via Marano-Quarto su cui ha “interessi”, in qualità di ex presidente dell’associazione che nel lontano 2013 l’ha ricevuta dal Comune, il neo assessore Davide Di Luccio, che secondo fonti dell’amministrazione Visconti otterrà proprio la delega ai beni confiscati e al patrimonio.

Per molti addetti ai lavori (e anche per noi) si tratta di un palese conflitto di interessi, benché il Di Luccio non sia oggi formalmente presidente di Aggregarci. In sette e passa anni in questa villa, appartenuta a Luigi Simeoli (figlio di Carlo), attualmente detenuto, si sono visti la miseria di due eventi: inaugurazione e un convegno. Null’altro, nessun progetto, niente di niente. Per anni Di Luccio, intervistato dal nostro e altri portali, ha lamentato che la casa non era fornita dalla rete idrica. Oggi è assessore e se realmente dovesse ottenere le summenzionate deleghe, se è realmente in buonafede, dovrebbe revocare l’assegnazione del bene ai suoi “amici”. La legge parla chiarissimo: se i beni non vengono utilizzati per i fini sociali previsti dalla Legge Rognoni-La Torre devono essere restituiti al municipio.

Di Luccio, ne siamo certi, farà spallucce sull’argomento e cercherà di incassare il placet del (non) sindaco Visconti e di parte del suo partito, che lo sostiene a prescindere pure quando è in palese conflitto di interesse. Nel Pd, d’altronde, si ragiona così.
© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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