Vincenzo Polverino, classe 1958, alias Peruzzo, cugino di primo grado (figli di 2 fratelli) del super boss Giuseppe Polverino, detto o’ Barone. Vincenzo Polverino è definito dagli inquirenti il reggente di quella piccola frangia di affiliati, quelli di “For ‘o truglio”, poi inglobati al clan Orlando. E’ lui a mediare e ad intavolare trattative con il clan dei Carrisi e cercare di evitare una faida. Alla fine riuscirà a trovare un accordo e consegnerà il libro mastro delle estorsioni agli Orlando, anche se Giuseppe Simioli, alias ‘o Petruocelo, esponente di punta del clan (detenuto), avrebbe mostrato più di qualche perplessità durante il suo periodo di latitanza. A Marano e dintorni Peruzzo gestirebbe attività commerciali ed è proprietario di immobili, uno dei quali sequestrato e acquisito al patrimonio del comune di Marano (via Sant’Agostino).
Michele Marchesano, classe 1960, marito di Anna Polverino, sorella del boss Polverino, gestirebbe di fatto un immenso patrimonio immobiliare ed attività commerciali, tra cui un noto deposito in via Padreterno. E’ stato colui che si è opposto più di altri all’avanzata degli Orlando, entrando con loro in conflitto in più di un’occasione. Fu vittima di un agguato (sparato alle gambe), ma in precedenza (gennaio 2017) avrebbe sparato in aria in strada per intimidire il gruppo dei Carrisi che avevano malmenato il figlio nei giorni precedenti, aggiungendo: “Mo vallo a dire a chill…..e patet”.
Luigi Esposito, classe 1982, genero di Michele Marchesano, gestisce un’agenzia immobiliare a San Rocco. Durante il conflitto tra il suocero e gli Orlando, si rende anche irreperibile per un po’ di tempo, forse nel timore di ritorsioni nei suoi confronti.
Nicola Raimondo, classe 1973, nipote di Armando Del Core, meglio noto come o’ Pastore e killer di Giancarlo Siani, già detenuto. Componente del gruppo “For ‘o truglio”, frangia rimasta fedele al clan Polverino, per una tentata estorsione ai danni del titolare di una ditta che stava effettuando lavori al corso Umberto di Marano, fu arrestato assieme a Giovanni Raniello, detto o’ Milanese, e Raffaele Di Maro, alias Lelluccio Recchie e puorc.
De Luca Alessandro, classe 1987, un irriducibile del clan Polverino, uomo ombra di Vincenzo Polverino, ‘o Peruzzo, è uno dei pochissimi a non passare col gruppo dei Carrisi.
Claudio Visconti, classe 1981, ‘o Caccone, oltre ad essere affiliato al clan Polverino e membro della famiglia, in quanto nipote di Antonio Polverino, alias Zi Totonno.
Raffaele Di Maro, classe 1970, meglio noto come Lelluccio recchie ‘e puorc, tanti anni di galera alle spalle, dedito sempre alle estorsioni e al traffico di stupefacenti, prima per il clan Polverino e poi passato con gli Orlando.
Nicola Langella, classe 1965, alias Pellecane, come Di Maro tanti anni di galera alle spalle. Col passare degli anni si affilia al clan, prima frangia Polverino, poi al gruppo dei Carrisi.
Cristoforo Candela, classe 1960, malavitoso di lunga data, con amicizie di affiliati di rango di altri clan di Napoli, per la sua lunga militanza nelle diversi carceri italiane, anche lui con un passato nel gruppo di For ‘o truglio. E’ ritenuto come capo zona degli Orlando nel comune di Quarto.
Cerullo Luigi, classe 1972, da sempre nel gruppo ‘e For truglio e fedelissimo di Sabatino Cerullo, alias Ciccio Pertuso.
Giovanni Raniello, classe 1982, ‘o Milanese, affiliato al clan Polverino gruppo For ‘o truglio.
Antonio Nuvoletto, classe 1985, detenuto già da diversi anni e figlio del boss dei Nuvoletta Angelo, alias Angiolotto. A cavallo tra gli anni 2012/2013, era un elemento di spicco della cosca maranese in contrapposizione al gruppo scissionista capeggiato da Mariano Riccio. Già condannato e in carcere per traffico internazionale di stupefacenti. Molto legato a Giuseppe Simioli, alias ‘o Petruocelo.
Diego Giarre, classe 1988, poco più che maggiorenne viene arrestato perché le forze dell ordine trovano delle armi in un garage nella sua disponibilità. Alla sua scarcerazione dopo diversi anni di galera diventa prima un affiliato al clan Polverino e poi al clan Orlando.
Felice Moraca, classe 1984 detto ‘o Pinotto, parente del boss di Giugliano Michele De Biase, alias Paparella, frequenta il gruppo “E for ‘o Truglio” frangia Polverino. Salvatore e Raffaele Ruggiero, figli del boss del clan Polverino Giuseppe Ruggiero, detto Geppin Cepp ‘e fung.
Nelle oltre 600 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare ci sono riferimenti a tantissimi episodi criminali: i dissidi tra gli Orlando e i Polverino, i summit, il ferimento di Marchesano, la distruzione di un bar dei Polverino, l’uccisione dei guagliuni di Mariano Riccio, il pagamento delle mesate ai killer di Siani, il ruolo di Nuvoletto Antonio nell’evitare l’avanzata di Riccio, i riferimenti a Vincenzo Polverino, figlio del Barone, per il quale è stato negato dal gip l’arresto e tanto altro. Ad essere citato anche un esponente politico locale, ma non è indagato, che avrebbe gestito per un periodo un’agenzia di scommesse per conto della famiglia Nuvoletta. E tanto altro.
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