Marano, beni confiscati: il Tar del Lazio stoppa lo sgombero della casa di “Geppino ceppa ‘e fung”

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Beni confiscati alla camorra, il Tar del Lazio ha sospeso la procedura di sgombero dell’abitazione del boss Giuseppe Ruggiero, alias Geppino Ceppa ‘e fungo (nella foto a destra con Carlo Nappi), figura apicale del clan Polverino detenuto da oltre tre anni.

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dall’avvocato Laura Di Maro, in nome e per conto dei familiari dell’affiliato alla fazione criminale del “Barone”, ancora residenti nell’immobile.

Sgombero sospeso perché – come rilevato dal Tar del Lazio – il procedimento di confisca è da ritenersi ancora sub iudice e, pertanto, non definitivo.

L’iter per lo sgombero era ormai in dirittura d’arrivo: i familiari di Ruggiero avevano infatti già ricevuto l’intimazione a liberare l’immobile, ubicato in via Giordano Bruno, da cose e persone.

Il bene rientra nel lungo elenco di appartamenti per i quali il Comune di Marano, durante la gestione commissariale, aveva manifestato formale interesse all’Agenzia Nazionale dei Beni confiscati.

Ma perché il Tar ha sospeso le procedure? La questione è complessa e alquanto tecnica. In pratica la Corte d’Appello, chiamata dalla Cassazione a rideterminare la pena di alcuni affiliati al clan, tra cui Ruggiero, sarebbe entrata anche nel merito della confisca, rendendola di fatto “non definitiva”. I giudici rilevano pertanto che, seppur gli atti dell’agenzia dei beni confiscati siano stati completati nel migliore dei modi e debbano ritenersi definitivi, è opportuno sospendere lo sgombero nelle more di un ulteriore pronunciamento della Corte di Cassazione.

Per lo sgombero, insomma, se ne parlerà (verosimilmente) tra qualche mese o anno.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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